Metodi educativi scorretti durante le vacanze. Funzionano? Assolutamente si.

noi=una Pasqua a Natale...
noi=una Pasqua a Natale…

Nel corso dei giorni piano piano ho cominciato a comportarmi con più semplicità nei suoi confronti, non avevo orari rigidi per il pranzo, c’era scambio, quasi costruttivo, finchè mi sono accorta di cinque micro eventi che hanno indubbiamente fatto benissimo sia a lei che a me, alcuni mossi da problemi gestionali del mio lavoro, altri voluti coscientemente.
Il senso di colpa sparito; io serena, mia figlia felice.

Forse arriva un punto in cui dobbiamo guardare i nostri figli come coinquilini e non più come marmocchi?!
Per quanto mi riguarda, si.

1) SCAPPARE SUBITO DOPO LA RECITA DI NATALE.

Qui dovevo sul serio lavorare, per cui avevo veramente i minuti contati.
Il mio trucco per far funzionare tutto senza che mia figlia si sentisse la piccola fiammiferaia?
Sapevo già da tempo che non avrei potuto partecipare alla merenda post recita, per cui ho “trattenuto” la richiesta d’invito di una sua amichetta per alcune settimane, sfoderandola proprio per quel pomeriggio.
Mia figlia era al settimo cielo, si era totalmente dimenticata di avere una madre, era diventata amicacentrica ed io sono riuscita a tornare a lavoro un minuto e mezzo dopo la fine della recita, sbolognandomi merenda-regalo maestre-primo pomeriggio di vacanza di mia figlia.

2) SPESA INTELLIGENTE: MINA PRENDE LE BIRRE PER MAMMA, MAMMA COMPRA POCHE SCHIFEZZE PER MINA:

Quando i figli sono in vacanza ti sono sempre appiccicati; e questo vale anche per le piccole cose, tipo quando vai a fare la spesa, e allora proprio quella cose che di solito è calma e quasi rilassante si trasforma in un inferno.
Le richieste per budini, biscotti, gelati, merendine, formaggini diventano insopportabili; l’unico metodo che ho trovato funzionale è quello di dividerci; lei prende le cose di mamma e mamma prende le cose di Mina; arriviamo alla cassa che lei ha comprato solo birre e assorbenti, io sono riuscita a fare la spesa senza esagerare con la cioccolata.
L’unica pecca è quando Margherita urla nel supermercato “mamma oggi preferisci la Menabrea o la Corona”, ma avevo premesso che erano metodi abbastanza scorretti…

madri scorrette anni cinquanta=felici
madri scorrette anni cinquanta=felici

3) COMPITI DOMESTICI: LEI DODICI, IO MEZZO:

Questo è il mio metodo scorretto preferito. Praticamente i figli a questa età non si fidano più dei genitori; vogliono solo la certezza del divertimento, sono pigri, l’oscurità di un nuovo divertimento non interessa più; che palle.
Per cui giù a litigare perché c’è la mostra delle carrozze permanenti che voglio vedere io, ma non si può fare perché miss Solite cose, vuole solo pattinare e fare biscotti. Allora io grazie a quel poco di autorità che mi rimane, le comincio ad affidare una sfilza di lavoretti domestici; se non li dovesse finire in tempo si va dove dico io. Ovviamente vinco sempre, la mia casa brilla e io posso andare a vedere tutte le mostre del mondo con lei.
La cosa però ancora più bella è che alla fina è la stessa Margherita a dirmi “grazie mamma, Escher è stato veramente bello, meno male che abbiamo fatto quello che avevi deciso tu.”

madri scorrette anni=felici
madri scorrette anni=felici

4) PAROLACCE

In questo periodo una mamma non si deve dimenticare che il suo compito è sempre quello di educare. Ma ogni giorno tale missione risulta sempre più complicata; bisogna inventarsi sempre qualcosa di diverso, specialmente quando tu vedi in tua figlia una piccola principessa (Leila) e tutto attorno il lato oscuro.
Per questo consiglio la teoria dell’inverso. Tu diventi un camionista e tua figlia ti corregge, imparando da se stessa che dire parolacce, indicare sconosciuti e urlare nei luoghi pubblici è sbagliato.

Prima o poi qualcuno mi menerà per la strada, ma almeno Margherita sarà un bambina educata.

5) ANDARSENE IL GIORNO DI NATALE

Questa è stata una cosa bella faticosa, ma funzionalissima. Il giorno di Natale verso le sei del pomeriggio io ho salutato mia figlia sommersa da giochi e dai parenti e sono andata dai miei amici. Lei ovviamente non era proprio felice, ma abbiamo fatto un discorso:

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-“Mamma non te ne andare, è Natale!”

-“E’ vero amore è Natale, ma tu attorno a te cosa hai?”

-“Tanti doni, ma cosa c’entra?! Io voglio stare con te!”

-“Amore non è vero, tu vuoi me a priori, e ora stai solo giocando con i tuoi nuovi doni e sei serena attorno ai tuoi cugini della tua età; non posso starti a guardare perché così tu ti senti tranquilla. Dicendomi così risulti capricciosa come la principessa che voleva festeggiare ogni giorno il suo compleanno, e poi alla fine nessun giorno lo sentiva più speciale; ora trova il modo di rendere speciali i tuoi nuovi giocattoli e ricordati che la tua mamma sta andando a fare esattamente la stessa cosa che stai facendo tu, ovvero giocare un po’ tra persone della sua stessa età.
Domani ci ritroveremo, ci racconteremo cosa abbiamo fatto e saremo ancora più contente di stare insieme!”

-“Mamma è vero. Ciao.”

Non nego che è stata dura (ovviamente dopo mi ha chiamato piangendo e l’ho dovuta di nuovo consolare, ma per poco) e che il mio amico senso di colpa si sia insinuato, ma la mia teoria ha funzionato, lei si è divertita, io mi sono divertita e il mio essere una madre politicamente scorretta, ha dato i suoi frutti.
Se non si è un po’ egoisti non si va avanti; se non si respira il proprio istinto si rischia di sbagliare; i nostri figli non conoscono la genitorialità in generale, conoscono noi con il nostro carattere e sono loro che si devono adeguare, meglio una madre sempre perfetta e sempre presente con il c**o girato perché sempre nervosa o una madre che semplicemente rimane serenamente se stessa?

di Elisa Giani