Mia figlia è più cinica di me: 22 frasi che lo dimostrano

 

Alzi la mano chi in gravidanza non ha ascoltato delle assurde musiche new age per stimolare il feto e rilassarlo e compito ancor più arduo creare un legame con la mamma.
Alzi ancora la mano chi non ha letto almeno una favola propiziatoria impostando la voce sulla modalità Jeanne Moreau per far abituare il feto a quello che lo aspettava fuori (una madre logorroica)?
Le abbiamo provate tutte.
I risultati sono molteplici ed è difficile trovare un legame tra quello che abbiamo fatto e quello che ne è venuto fuori. Perché diciamoci la verità… ognuno ha il figlio che si merita.

Io ho ascoltato Franco Califano, ho letto Calvino e Flaiano, ho passeggiato tra le rovine di una Roma assolata e decadentemente malinconica, ho ascoltato il rumore del mare dalla rete del catamarano più bello del mondo…

Ma quello che ha condizionato tutto è stato, secondo me, un momento preciso…

Roma. Cinema Giulio Cesare. Ore 18. Terza fila laterale (non me lo ricordo ma mi siedo sempre lì perché Godard dice che è il posto migliore e io sono una che a queste cose ci bada).
Visione di Persepolis.
Io, in preda a un pianto a dirotto causa ormone random della gravidanza esprimo il desiderio che condizionerà il resto della mia vita.
“Voglio una bambina come quella.”
Una bambina che fa considerazioni su Dio e che urla abbasso lo scià.

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Mia figlia è più cinica di me

Sei anni anni dopo ho la conferma dell’irreversibilità del mio gesto.
Ecco raccolte in un Greatest Hits le frasi di mia figlia degli ultimi mesi.

Fin qui, tutto bene.

“Mamma, ma perché ai miei amici regali sempre dei libri? Vuoi farli diventare tutti come te?”

“Mamma, ho fatto un sogno. Ho sognato che facevi il pagliaccio e facevi ridere tutti”.
“Beh, un po’ lo faccio….”
“Si ma ti pagavano”.
Piccoli sindacalisti crescono.

“Maty, vuoi vedere il video nuovo di #malamamma?”
“Ora sto guardando la Pimpa, ma tanto è su internet, no?”
Born in the 2008.

“Mamma, cosa c’e’per cena?”
“Una cosa creativa.”
“Non hai fatto la spesa, vero?”
La verità vi prego sulla cena.

“Mamma, tu non mi vuoi bene e non hai mai tempo per me.”
“Ma cosa dici… Io ti adoro e stiamo sempre insieme, poi!”
“Sì, lo so. Volevo solo vedere se riuscivo a farti piangere.”
Sadismo per cena

“Mamma, ho fatto un sogno.”
“Buongiorno amore, racconta.”
“Ho sognato il paradiso.”
“E com’era?”
“Bello mamma, erano tutti sempre felici.”
“Beh, sì. Sono in paradiso…”
“Ma sono morti, mamma!”
“Eh sì, se sono in paradiso…”
“Quindi solo i morti sono sempre felici?”
“Prendo un caffè e ne riparliamo.”
La prima allegoria non si scorda mai.

“Secondo te è triste questa canzone, Mamma?”
“Non lo so, non l’ho mai capito, secondo te?”
“Secondo me sì”
“E come lo sai?”
“Non lo so infatti, però mi vengono le lacrime”.
Colazione con mia figlia. Manco fossimo al Cafe Flore.

“Mamma sei grande, gioca seriamente per piacere”.

“Mamma sai, io credo ancora in papà”.

“Sai di buono, amore.”
“E tu di fumo, mamma”.
Bentornata a casa, Matilde.

“Come è andata oggi Matilde senza la tua mamma?”
“Ho bevuto sapone, mangiato con le mani sporche, ho detto tante parolacce…”
“…”
“Dai mamma, scherzavo. Mica sono piccola”.
“Mamma, non mi correggere sempre quando parlo. In fondo, sono solo una bambina”.
Saggezza under sei.

“Mamma, da grande voglio essere come te.”
“Irresistibile?”
“No, simpatica”.

“Mamma, ma tu sei dentro te stessa?”.
Trattenetemi dall’istinto di farle vedere “Strade Perdute” di Lynch.

Dal finestrino del treno guardando il Pigneto:
“Guarda, quella è la vecchia casa di mamma.”
“Quella dove vivevi quando io ero su un stella e tu al bar?”
La verità ti fa male, mammà.

“Matilde, piove?”
“Non lo so mamma, guardalo sull’Ipad.”
Born in the 2008.

“Mamma, sei così simpatica.”
Pausa-bacio-sguardo dolcissimo.
“Quando sei ubriaca”.

“Mamma, come fai a riconoscere una mamma da una tata?“
Un pomeriggio a Roma Nord.

Mamma, ma papà?”
“Amore è partito due giorni fa!”
“Ah… ecco cos’era che mancava!”
Non c’è dubbio. il cinismo è ereditario.

“Mamma, ma se la testa e la bocca mi dicono due cose diverse, come faccio?”
Join the club!!!

“Ma perché è cosi breve?”
“La felicità?”
“Ma no mamma, che noiosa che sei, dicevo la Pimpa”.
Dialogo tra una quattrenne e una madre depressa

“Mamma, giochiamo che io ero quella che sono di solito.”
Quando il gioco si fa oscuro.

“Mamma, ricordati che se cerchi le bottiglie dell’acqua al supermercato sono sempre vicino alla cassa. Buonanotte.”

di Eva Milella