Blue Whale: suicidarsi per gioco, 157 bambini coinvolti

La notizia ormai sarà già arrivata alle vostre orecchie, soprattutto dopo lo sconvolgente servizio de “LE IENE” del 14 maggio 2017. Stiamo parlando dell’orribile, sconvolgente ma reale gioco russo che ha portato al suicidio di circa 157 adolescenti, di fascia compresa tra i 9 e i 17 anni. Il nome del gioco è “Blue Whale” che vuol dire “Balena Bianca”. Sembra tutto irreale, tutto accade dietro le spalle dei genitori, che non possono sospettare nulla. Ve ne parliamo perché, purtroppo, il primo caso è arrivato anche in Italia, precisamente a Livorno.

Ma in cosa cosa consiste questo gioco? Ci sono dei tutor, ad ogni bambino viene affidato questo “curatore” che per 50 giorni lo giuda e gli fa il “lavaggio del cervello”. La regola più importante, la prima per iniziare il gioco, è quella di non dirlo a nessuno, soprattutto ai propri genitori. Questo curatore riesce a condizionare psicologicamente i bambini, facendogli credere che la vita è inutile. Li convince ad alzarsi la notte per guardare film horror, video di omicidi ma soprattutto di suicidi, musica macraba, deprimente. Li convince a farsi del male, a tagliarsi, a provocarsi dolore, ogni giorno gli invia una nuova “sfida” da affrontare e se vuoi essere un “vincitore” devi arrivare silenziosamente al 50 giorno e suicidarti. Il suicidio consiste nel salire sul palazzo più alto della tua città, del tuo quartiere e poi buttarti di sotto. Ogni bambino filma il suo suicidio e lo invia a queste menti malate.

Le Iene hanno deciso di indagare direttamente in Russia dopo essere stati avvertiti, anonimamente, sul suicidio del quindicenne di Livorno. Secondo una testimonianza il ragazzo stava giocando al Blue While. Immagini forti, scioccanti, testimonianze di mamme distrutte dal dolore, a cui una telefonata ha cambiato la vita: “suo figlio/a non c’è più”. Bambini e adolescenti solari, che amavano la vita ma che hanno scelto di essere i “re” di un gioco. Ma quali sono le menti malate dietro tutto ciò? Uno dei creatori è stato arrestato, il suo nome è Philipp Budeikin, uno ragazzo di 20 anni che studia psicologia e che oggi è l’omicida di centinaia di vittime.

Ha dichiarato: “Non sono pentito, un giorno capirete e mi ringrazierete. Ho selezionato gli scarti biologici, quelli più facili da manipolare, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società. Erano felici di morire. Ho dato loro quello che non avevano mai avuto nella vita: calore, comprensione e importanza”

Purtroppo ci sono altre menti malate e il fatto che il gioco sia arrivato anche in Italia deve mettere in allarme ogni genitore. Controllate i vostri figli. Il primo simbolo sono i disegni, questi ragazzi disegnano e condividono sui social balene, sono il simbolo del gioco, perché quest’animale è noto per il suicidio, spesso si arena e si lascia morire. Il secondo segno sono i loro corpi, controllate se hanno segni, se hanno tagli o lividi. Controllate se la notte si alzano per vedere film o video. Il comportamento appare apparentemente normale, ogni bambino che è morto era solare con i propri genitori quindi andate affondo. Controllate i social network e i messaggi. Nei messaggi privati di ogni bambino morto, sono state trovate le parole del curatore: “sei forte puoi farlo, è la cosa giusta”.

Ragazze non deve diventare un’ossessione per voi e non vogliamo allarmarvi ma il primo caso è arrivato in Italia e solo in Russia sono morti 157 bambini. Il gioco è arrivato in tutto il mondo. Sono state create campagne di sensibilizzazione e programmi speciali ma la tecnica con cui riescono ad entrare nelle loro teste è STUDIATA, addirittura a seconda dell’età. Per farvi capire meglio vi lasciamo allo sconvolgente servizio de Le Iene. Contiene immagini forti, quindi se non ve la sentite non guardate! CONDIVIDETE il più possibile quest’articolo, informiamo tutti i genitori, la faccenda amiche potrebbe diventare seria e di importanza vitale.

Guardate il servizio: —> www.iene.mediaset.it

di Lisa