Esce di casa, in pochi secondi si ritrova a terra, un’uomo è sopra di lei e cerca di toglierle i vestiti. La reazione di Taela ha lasciato il criminale spiazzato.

Purtroppo accade troppo spesso che l’uomo cerchi di abusare di una donna, riuscendoci per la maggior parte dei casi. Quando ciò accade la mente della donna che ha subito tali violenze, si frantuma cadendo in un vortice di paure, depressione, e vergogna. Gli sforzi per uscire psicologicamente da una situazione simile sono infiniti e spesso resta una dolorosa cicatrice che l’accompagna per tutta la vita.

Questo sarebbe potuto succedere anche a Taela Jade Davis, una bellissima ragazza di 24 anni, che ha dovuto prendere una decisione: arrendersi o combattere?

 

E’ successo in pieno giorno a Melbourne, in Australia. La ragazza è uscita di casa per delle commissioni, quando passando in un zona isolata, si è sentita colpire e spingere a terra. In pochi secondi si è ritrovata un uomo sopra di lei, che cercava di toglierle i vestiti. Taela aveva paura, ma ci ha messo pochi secondi a tornare in sé, non voleva essere un’altra vittima.

Quello che il rapinatore non sapeva, è che Taela è cintura nera di Karate con 15 anni di esperienza alle spalle.

“Mi sono rifiutata di diventare una di quelle donne che vengono rapinate e violentate appena escono di casa. Ho cercato di liberarmi dalla sua presa, gli ho dato un calcio per fargli perdere l’equilibrio. Ma ho capito che non si sarebbe mai arreso, allora ho deciso di fargli molto male” dice Taela.

“L’ho colpito così forte che il naso ha iniziato a sanguinargli. Ma mi ha afferrato di nuovo. Allora l’ho colpito più volte allo stomaco, gridando aiuto. Qualcuno mi ha sentito e, capendo ciò che stava succedendo, il ladro è scappato via.”

Taela ha deciso di parlare di ciò che le è successo, per far capire alle donne che non devono essere per forza vittime. La donna, non è il sesso debole.

 

“Sono qui, ho vinto. Sono sicura di avergli rotto sia il naso che qualche costola. Le sue palle saranno piene di lividi, senza dubbio ha sofferto molto più di me.”

di Amanda