La tragedie di Porto Santo Stefano

Come si fa a parlare di questa tragedia? Come si fa ad entrare nella vita di una mamma che ha deciso di togliere la vita al suo unico figlio senza provare rabbia e sgomento? Come si fa a giustificare un gesto così folle e così straziante?

Ebbene, pensiamo che bisogna farlo. Non è coprendoci gli occhi e le orecchie che risolviamo i problemi… ma , al contrario, a volte girare il coltello nella ferita, paradossalmente, potrebbe farci bene. Noi siamo donne, forti per necessità, che ogni giorno cerchiamo di vivere in bilico tra casa e lavoro, tra figli e amici, tra problemi e crisi familiari.

Non siamo supereroi eppure riusciamo a fare cose impossibili. Non siamo psicologhe eppure riusciamo a portare la calma nel cuore dei nostri cari che ci chiedono l’aiuto. Non siamo infermiere ma portiamo sollievo quando i nostri figli hanno dei dolori. Non siamo insegnanti ma sappiamo risolvere un problema di matematica quando serve.

Anche Loredana Busonero era una donna come tutte le altre. Aveva 57 anni, era bella, intelligente, determinata e coraggiosa. Aveva un figlio che amava più di qualsiasi cosa. Loredana era comandante dei vigili urbani dell’Argentario. Aveva perso il marito, Marco Visconti, già sindaco del comune di Monte Argentario, un anno prima per colpa di un’emorragia celebrale.

Stamattina verso le 7.20, Loredana ha preso la pistola d’ordinanza e ha sparato un colpo alla tempia di Francesco Maria, suo figlio di 17 anni. Poi ha puntato la pistola verso se stessa e ha sparato. Il ragazzo, che ad agosto avrebbe compiuto 18 anni, si è spento poco dopo… inutili i tentativi di salvarlo e la corsa dell’ambulanza all’ospedale di Siena.

Di lui gli amici dicono che era un ragazzo meraviglioso, “perfetto, bravo, simpatico” e che frequentava con ottimi risultati il liceo scientifico di Orbetello… Della donna dicono che era una brava persona che non aveva dato segni di squilibrio o di depressione. Loredana non ha lasciato nessun biglietto per spiegare il suo gesto. Gli inquirenti pensano a un raptus di follia o alla depressione anche se la donna, il giorno prima, era andata al lavoro e si era comportata normalmente.

Non ci sono spiegazioni… nessuno capisce perché una mamma ha deciso, all’improvviso, di togliere la vita del figlio e la propria… Il tempo forse ce lo dirà… ma nel frattempo dobbiamo fermarci tutte e pensare… forse chiediamo troppo da noi stesse? Siamo troppo esigenti? Forse sarebbe il caso di rallentare e perdonarci qualche errore? Forse non dobbiamo cercare sempre di essere perfette ad ogni costo?

Aspettiamo la vostra opinione nei commenti…