Per colpa di quello stupido gioco, lo aveva ucciso. Oggi l’uomo si è suicidato

Sicuramente la maggior parte di voi ricorderà dello spiacevole episodio che 4 anni fa si è verificato in un centro commerciale di Biella, un gioco innocente, finito in tragedia. Un trentacinquenne, Giuseppe T, stava giocando con il figlio di due anni e mezzo della sua collega, lanciandolo per aria ma qualcosa andò storto e il piccolo Gabriele, cadde a terra, battendo la testa e perdendo i sensi.

L’uomo e sua madre lo portarono di corsa al pronto soccorso, dove fu operato con urgenza, aveva una grave emorragia celebrale ma, durante l’intervento, il bambino volò in cielo, lasciando solo uno straziante dolore. Giuseppe fu indagato e alla fine accusato di omicidio colposo. Riuscì a patteggiare una condanna di 5 mesi, poi sospesi.

La mamma del bambino decise di non intervenire nel processo penale ma il papà, invece, lo fece, chiedendo e ottenendo, un risarcimento danni di un milione e ottocentomila euro. Un cifra enorme per quel povero trentacinquenne.

Oltre a ciò, quel senso di colpa ha continuato ad accompagnarlo giorno dopo giorno, nonostante avesse lasciato la città per andarsene in Germania e abbia cercato di rifarsi una vita. Sapere di aver tolto la vita ad un bambino di soli 2 anni e mezzo, per uno stupido gioco, gli toglieva il respiro. Guardarsi intorno, per vedere se la gente aveva gli occhi puntati su di lui e per vedere se stessero dicendo, eccolo è quello che ha ucciso quel bambino, era diventata un’ossessione.

Qualche giorno fa, Giuseppe si è tolto la vita e ha messo fine a questa storia. Ci mettiamo nei panni dei genitori, perdere un figlio così stupidamente fa tanta rabbia ma ci mettiamo anche in quelli di Giuseppe, pensate a come si sia sentito, non l’ha fatto apposta, voleva farlo ridere, divertire e invece lo ha ucciso. Noi vogliamo soltanto augurare ad entrambi di riposare in pace per sempre ♥.

di Lisa