Back to work: come vestirsi al lavoro appena tornate dalle ferie!

Siamo tornate tutte a casa. Ok, non ne avevamo affatto voglia, ma siamo qui. E siamo già pronte, prontissime (bugia!!) per riprendere la nostra routine, le nostre frenesie giornaliere, le ore passate al pc, le corse per non perdere il tram. Quello che mi riesce più difficile in questo periodo è rientrare nei miei vestiti da “ufficio” dopo essere stata tutto questo tempo in costume, pareo e flip-flop. Certo, anche io ho pensato che ci potevo andare così in ufficio, ma secondo me qualcuno non sarebbe stato d’accordo. Per questo ho deciso di aiutarmi ed aiutarvi in questo arduo periodo di transizione e di scegliere insieme a voi i capi perfetti per il nostro rientro. Pronte?

Denim e salopette

Primo consiglio: andiamo di salopette. Comoda, larga, colori chiari. Portata con una camicia o una Shirt, è sempre perfetta. Scarpe basse e comode e via. Il primo giorno di lavoro lo passerò così.

salopettte di jeans Mango
salopettte di jeans Mango

Giacchina carina

Secondo giorno: pantalone in lino morbido bello, colorato e vivace, canotta chiara e larga e giacchino che copre le spalle. Accessori a gogò ed anche questa è andata.

giacca mezza manica Pinko
giacca mezza manica Pinko

Abito lungo e bianco

Terzo giorno: andiamo di abito lungo, sì, magari quello che abbiamo indossato anche in un pomeriggio al mare così siamo meno malinconiche con la scrivania davanti. Io opterò per quello bianco così la mia abbronzatura risalterà di più. E pure la mia autostima.

abito bianco Zara
abito bianco Zara

Pashmina a pois

Quarto giorno: oggi indosserò un look total black arricchito soltanto dalla mia adorata ed inseparabile pashmina a pois che renderà il tutto più allegro e meno pesante.

pashmina ipois
pashmina ipois

So che siamo tutte nostalgiche e che, se avessimo tra le mani una macchina del tempo, ci ritroveremmo tutte insieme su una spiaggia a bere spritz. Intanto ci tocca ricominciare e quindi vi chiedo, qual è il vostro outfit da “primo giorno di lavoro”??

di Valentina Ciotola