Basta modelle anoressiche in Italia: la proposta di legge

Basta a modelle anoressiche sulle passerelle italiane. Non lo avevamo già sentito anni fa? Sì, ricordate bene, era il 2006 quando il ministro Giovanna Melandri propose un manifesto per dire basta ai modelli sbagliati proposti soprattutto ai più giovani. Proprio pochi giorni fa i gruppi della moda LVMH e Kering hanno siglato un accordo per la salute e il benessere di modelle e modelli, ma in Italia non si fa niente in questo senso? E’ notizia di questi giorni di una proposta di legge del M5S.

anoressiaLa deputata Azzurra Cancelleri, del gruppo guidato da Beppe Grillo, guida morale del Movimento, ha scritto una proposta di legge per dire basta alle modelle taglia zero: sono un cattivo esempio che promuove l’anoressia soprattutto tra i più giovani. E sono anche un cattivo esempio per chi vuole diventare modella.

La mia proposta si compone di 4 articoli, il primo stabilisce il divieto d’impiegare in sfilate o campagne pubblicitarie modelle con un indice di massa corporea (rapporto tra peso e altezza) pari o inferiore a 18,5, indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come livello al di sotto del quale si può parlare di malnutrizione. Il secondo articolo prevede l’obbligo di un certificato medico e di una valutazione psicologica che attestino l’assenza di disturbi alimentari per poter sfilare.

Il terzo stabilisce le sanzioni per chi non rispetta quanto previsto nei primi due articoli (da una multa di 75mila euro alla reclusione fino a sei mesi) e per i mezzi d’informazione e tutti quei soggetti che promuovono un’immagine di eccessiva magrezza incoraggiando il ricorso a restrizioni alimentari per un periodo prolungato (da una multa di 100mila euro alla reclusione fino a un anno). Infine, l’ultimo articolo è per promuovere campagne informative volte a diffondere una corretta educazione alimentare“.

anoressia

Una proposta di legge che potrebbe essere davvero utile in un mondo, quello della moda, che spesso propone modelli sbagliati che non fanno bene alle giovani generazioni.

Ma anche un modo per tutelare una categoria, quella di modelle e modelli, ai quali spesso vengono fatte richieste al limite della salute.

di Redazione