Fashion Camp 2012: un’esperienza davvero meravigliosa!

Arrivo a Milano di giovedì, un giorno prima del Fashion Camp per fare un giro in questa città per me ancora nuova e tutta da scoprire. Da buona turista vago in giro per le strade del centro, saltando da un tram ad un altro, con Ylenia, mia amica e collega fidata di trasferte guardandomi intorno con aria incuriosita. Nel pomeriggio poi ho avuto la possibilità di fare un primo giro alla Fabbrica del vapore mentre erano in corso gli ultimi preparativi per l’evento… ci siamo un po’ intrufolate a dire il vero, ma ho potuto immediatamente capire che l’indomani ci sarebbe stato un Fashion Camp davvero fantastico:gli allestimenti erano quasi completi ma già favolosi.

Venerdì ore 7:00… la sveglia suona, scelgo il mio outfit casual ma dal sapore retrò (e con un tocco di rosa che non guasta mai!), faccio colazione e via… direzione Fashion Camp! Il mio fidatissimo tram mi porta sino alla soglia (menomale, ho portato dei tacchi vertiginosi tutto il giorno!) dove un grosso cortile che pian piano si affollava sempre più, ti invitava a percorrerlo velocemente per arrivare all’ingresso. Un passaggio veloce per l’accredito ed uno sguardo all’organizzazione della giornata dove i workshop si incastravano alla perfezione e finalmente posso immergermi all’interno della sala della Fabbrica del vapore dedicata interamente al Fashion Camp.

Lo scenario da giardino giapponese

L’atmosfera era viva e fervida, piena di colori accesi che si mescolavano ma contemporaneamente si differenziavano tra loro; fiori argentati ed alberi di cartone mi hanno dato il benvenuto e mentre percorrevo la sala scrutando ogni minimo particolare, mi rendevo conto che l’ambiente mi sembrava assolutamente diverso da quello che avevo visto il giorno prima… erano le persone con la loro presenza e personalità a riempire ancora di più questo fantastico contenitore di idee. Sembrava di essere in un giardino, un giardino giapponese con canne di bambù che formavano gli stand utilizzati per l’esposizione di abiti ed accessori dalle aziende, grossi vasi con verdissime piante dallo stelo lungo e scenografico e zolle di erba sintetica invece, circondavano il palco dove si sarebbero tenuti a breve i workshop. Tantissime le aziende lì in esposizione, tutte con qualche particolare caratteristica che rendeva i loro prodotti originali e diversi.

Tra tutte sono rimasta molto colpita da “Come le ciliegie” un’azienda che produce accessori interamente con materiali di scarto recuperati in ogni dove, da “Raptus & Rose” due simpaticissime ragazze che realizzano abiti riciclando vecchie camicie o capi dismessi tramite accostamenti di tessuti diversi realizzando degli abitini-collage assolutamente deliziosi e da “Tomoko Tokuda” che compone accessori (bracciali, collane ed anelli) con le carcasse di vecchi orologi.

I Workshop

La mattinata inizia con un workshop organizzato dalle profumerie Douglas su come realizzare un perfetto make up con i prodotti Dior ed un altro dedicato al mondo di Essie… i miei smalti preferiti in assoluto, sono sicura che li conoscete anche voi.

Nel pomeriggio poi ho seguito con attenzione i consigli di Antonio Lupetti, meglio conosciuto come @Woork, sulla Twitter experience che con una simpatia davvero contagiosa ha spiegato a tutti noi i segreti per il perfetto utilizzo dei social network soprattutto per noi blogger, suggerendo le modalità migliori per condividere notizie interessanti e brevi sul social network più in voga del momento.
Felice Limosani poi mi ha incantata con le sue installazioni… lo conoscevo “di fama” ma mai lo avevo sentito parlare. Vanta collaborazioni con Emilio Pucci, Breil, Yooks, Swarovski, Lacoste… per cui ha ideato e realizzato dei nuovi modi di presentare una collezione estraendola dalla dimensione di staticità che per molti versi circonda un abito o un accessorio. Limosani è riuscito a rendere vivi i cristalli di Swarovski immergendoli in grosse teche di acqua mobilitate da getti di aria e trasformare un foulard di Pucci in un’installazione di specchi e colori dal retrogusto greco. La sua è video arte, un racconto senza narrazione ma pieno di emozioni e di esperienze sensoriali accompagnate oltre che da un semplice oggetto da vendere, da immagini, testi e suoni: “Bisogna suscitare un’emozione, un sorriso” così ha concluso il suo intervento che mi ha letteralmente tenuta incollata alla sedia.
La mia giornata è proseguita girovagando qua e là e conversando con giornalisti e colleghe blogger con cui abbiamo piacevolmente commentato questa esperienza… prima di andare via però non ho potuto resistere alla tentazione di provare i trucchi Dior e così un truccatore mi ha praticamente rimessa a nuovo!

Alla fine della giornata sono andata via portando con me tanti bellissimi gadget, grasse risate, piedi leggermente doloranti, un make up da urlo ed il cuore e la mente pieni di questa fantastica esperienza.

di Valentina Ciotola