FashionCamp: la due giorni dell’altro lato della moda (quello divertente!)

C’è chi dipinge le t-shirt e chi impara a scovare le tendenze del momento. C’è chi espone le proprie creazioni in temporary shop d’eccezione e chi fa dello streetstyle. C’è chi segue un corso intensivo in Social Media Marketing di 4 ore (ad esempio, io!) e chi impara a creare gioielli con materiali riciclati.

Poi c’è chi ascolta (o parla) in uniconference di 10 minuti (ed eccomi di nuovo) e c’è chi distribuisce bigliettini da visita a go-go per promuovere la propria attività. Il tutto accade in uno stesso luogo: una due giorni intensissima che si chiama FashionCamp.

Carla Gozzi madrina del Fashion Camp
Carla Gozzi madrina del Fashion Camp

Arrivato alla sua seconda edizione, il FashionCamp, evento libero e gratuito che si è svolto il 10 e l’11 giugno ancora una volta all’Ex Ansaldo di Via Tortona, ha attirato migliaia di visitatori. Si va dai blogger, ai giornalisti, ai professionisti della radio e della TV, a chi lavora nei social media, nel podcast, agli sviluppatori di App e di contenuti per mobile fino agli advertising e agli studenti che hanno interesse a capire questo lato della moda. Quello divertente, innovativo, alla mano e non rinchiuso all’interno di case di moda e testate glamour: ma vivo, attivo e che discute.

Uniconference
Uniconference

Sì perché il FashionCamp è strutturato come un barcamp che mette a confronto il mainstream della moda con le nuove tecnologie (come i blogger) e che mostra i nuovi stilisti e talenti emergenti. Il tutto tramite uniconference di 10 minuti ciascuna in cui si può proporre qualsiasi argomento inerente la moda e dove il pubblico è libero di fare domande e poi tramite i workshop, in cui si impara e si mette in pratica. Si va dal corso in Social Media Marketing di 4 ore, alla creazione di tee, gioielli e borse, fino al minicorso in cool hunting e in online video fashion journalism.

Il FashionCamp si propone di “raccontare il futuro della moda”: sicuramente l’eco mediatico generato dai migliaia di partecipanti attivi online, lo ha reso possibile anche quest’anno.

Temporary workshop
Temporary workshop

di Irene Colzi