Il jeans: come affrontare al meglio la scelta di un mezzo di sopravvivenza

Il jeans, si sa, è un must. E su questo non si discute. Ma la scelta a volte risulta davvero difficile: tira, stringe, evidenzia i rotolini, fa difetto dietro, è troppo lungo, troppo corto, che fatica! Provate anche voi questo malefico senso di inadeguatezza ogni volta che vi trovate in camerino con in mano il “potenziale jeans giusto”? A me succede tutte le volte, perciò ecco qui per voi qualche consiglio, per scartare senza pietà tutto quello che non si addice a voi, specie se non siete una classica 90-60-90. Pronte?

Promosso il taglio alla Garçonne

Promosso il taglio alla Garconne
Promosso il taglio alla Garconne

Un classico potenzialmente perfetto, senza discriminazione alcuna, né per taglia, né per corporatura. Un modello senza tempo un po’ ampio e con sagomatura “alla garçonne”. Un design leggermente maschile che si adatta a tutte e a tutti gli stili. Quest’anno assolutamente da declinare in un lavaggio chiaro (non preoccupatevi, non sempre il chiaro allarga) e da sperimentare in varianti dal sapore hobo. Un esempio? Arrotolate l’orlo e abbinate il jeans ad un golf ampio coloratissimo e polacchine stringate; oppure orlo lungo (rovinatelo passando una pietra pomice per un delizioso effetto used), decollete in vernice con tacco altissimo e chiodo in pelle nera con borchie, uno chignon alto ben tirato et voilà.

Bocciato il 78

Bocciato il 78
Bocciato il 78

No, no e poi ancora no. Il modello skinny già di per sè sarebbe da evitare, o quantomeno da maneggiare con cautela, ma in versione “corta” è davvero da scartare senza rimorso. Perché? Perché accorcia la gamba rendendo la figura tozza e creando un effetto trasandato. Bocciato.

Promosso il classico scuro

Promosso il classico scuro
Promosso il classico scuro

Linea dritta, gamba leggermente svasata e vita non troppo bassa. Un altro modello da standig ovation. Non stringe, non evidenzia, non comprime, ma anzi ridisegna con grazia la figura contenendo ove necessario. Come si porta? Con tutto. Un consiglio? Camicetta bon ton con manichine a sbuffo, gilet in lana, occhiali da nerd e anfibi per un tocco di trasgressione.

Promosso il risvolto… con parsimonia

Promosso il risvolto... con parsimonia
Promosso il risvolto… con parsimonia

Il risvolto può essere un ottimo alleato per dare stile ad un outfit, anche a chi non ha gambe perfette. L’importante è che si tenga conto del design del jeans. Un modello come la prima fotografia, più scuro e dritto, difficilmente slancerà la gamba ma tenderà piuttosto a renderla tozza dando quello spiacevole effetto sgraziato. La terza immagine mostra invece un ottimo stile: il jeans è a forma di “cono”, piu largo sopra e leggermente più stretto sotto, funziona se abbinato a ballerine e tee aderente quanto basta e di media lunghezza. L’ultima immagine è la pura perfezione: modello ampio e maschile con sandalo alla schiava (con Ugg boots in inverno) maxi pull nero a contrasto e via!

Promosso il risvolto... con parsimonia
Promosso il risvolto… con parsimonia

Se il jeans è troppo ampio, però, si rischia di cadere nell’effetto opposto: invece che dare stile, il risvolto, allarga ancora di più. Bocciata quest’ultima foto.

Nì al cavallo basso

Nì al cavallo basso
Nì al cavallo basso

Cavallo basso e caviglia stretta vanno dosati: possono snellire la figura a patto che il modello abbia un cavallo moderatamente basso e mantenga su tutta la gamba una linea morbida e non troppo costrittiva. A questo modello di jeans si addice una tee scura, con maniche a tre quarti leggermente a sbuffo (H&M docet) infilata dentro, una cinta in cuoio per sottolineare i fianchi equilibrando le proporzioni e ballerine o stivali Ugg (la loro forma larga è perfetta per mantenere una linea continua e, stranamente, allungare la figura).

No all'esagerazione

No agli eccessi
No agli eccessi

Un modello così estremo difficilmente dona ad una ragazza davvero longilinea, figuriamoci a noi comuni mortali: l’effetto “burino di periferia” è in agguato. Cautela.

di Redazione