Il meglio di Altaroma 2017 tra arte e avanguardia

Dopo Londra, Milano, New York e Parigi è stata la volta di Roma che dal 26 al 29 gennaio ha riacceso i riflettori di Altaroma appuntamento tanto atteso con l’ Alta Moda capitolina.
Altaroma continua a puntare sui giovani, sulla loro passione e sulla loro creatività per costruire il futuro dell’Alta Moda italiana grazie anche al contributo di numerose accademie e università che hanno animato il calendario di questa edizione. Si rafforza dunque l’obiettivo di generare uno stimolo per la crescita di nuovi talenti e fornire, per ognuno di essi, una prospettiva più estesa nelle diverse aree della creatività. Nuovo l’headquarter di questa edizione: il Guido Reni District, area unica nel suo genere all’interno delle ex caserme Guido Reni; location perfetta ad ospitare le diverse eccellenze e garantire una sinergica e multiforme rete creativa tra moda, arte e design. Tre sono state le principali sezioni della kermesse romana: Fashion Hub, dedicata a scouting, formazione e promozione della creatività emergente; Atelier, contenitore di sfilate e presentazioni di maison di couture, neo-couture, piccoli atelier, sartorie e artigianalità; In Town, destinata a iniziative e attività connesse alla moda che, durante la manifestazione, colgono l’occasione per promuoversi e instaurare contatti utili al proprio business in città. Tantissimi  gli appuntamenti, gli eventi e i progetti  che si sono susseguiti nei quattro giorni e che hanno animato le vie di una Roma che punta ad essere di nuovo capitale della moda attraverso i giovani con la loro energia e il loro grande talento.  Immancabili i designer “noti” nel panorama nazionale e internazionale ma sopratutto affezionati ad AltaRoma che non hanno mancato di stupire per ispirazione, eleganza ed originalità.

Giada Curti

GIADA CURTI ha aperto i cancelli del suo “SECRET GARDEN”. Creazioni sartoriali che fanno eco a nobili intenti seduttivi, inebriate di raggiante leggerezza ed eterea femminilità, in un duplice gioco di sfumature. Antichità sontuose come filo conduttore di una linea che si ispira ad echi lontani, reinterpretati sulla suggestione di un simbolismo estetizzante di fine secolo. La collezione di Giada Curti, è pensata nella sua totalità in onore della bellezza femminile, con una visione quasi onirica che ben si mescola con elementi archeologici, tesa ad onorare il corpo della donna.

Melampo

Finaliste di “Who Is On Next?” 2016, Lulù e Anna Poletti, le menti creative di Melampo Milano, tornano sulle passerelle di Altaroma per presentare la collezione Fall Winter 2017-2018. Introspezione. Dalle opere del pittore surrealista contemporaneo Dino Valls, Lulù e Anna sono partite per un viaggio lisergico in un universo lucido e attraverso paesaggi umani ultra reali nei quali l’individuo è al contempo centrale e sognato. La dicotomia tra costruzioni e decostruito, fra un sopra strutturato – la camicia come capo centrale del guardaroba Melampo – e un sotto morbido e fluido diventa focus della collezione. Connessioni e synapsi in un viaggio che mescola luoghi e stili: il tartan scozzese, colli vittoriani e dettagli edoardiani con il barocco spagnolo e gli animali mitologici delle chiese gotiche francesi. Dentro e fuori. Introspezione.

Vittorio Camaiani

Nelle splendide sale dell’Hotel Excelsior, con la Collezione P/E 2017 di Vittorio Camaiani si torna  a rivivere le magiche atmosfere delle sfilate “Atelier” tanto in voga negli anni cinquanta. Fonte d’ispirazione per lo stilista marchigiano, quest’anno non è un luogo o un periodo storico, ma il pittore spagnolo per eccellenza, Diego Velazquez. L’ironia dei caratteristici baffi dell’artista spagnolo sono il leit motiv della collezione, capi ricamati a mano o ad intarsio e applicati sugli abiti, riprodotti su seta batik dal disegno dello stesso stilista, che “entra” nell’Alcazar con Diego Velazsquez e riporta sui suoi abiti le suggestioni del Seicento spagnolo.

“Questa volta ho subito il fascino non soltanto della pittura ma della personalità del pittore stesso, della sua figura così caratteristica – Una “corrispondenza” tra me e Velazsquez, lontani e diversi, ma legati dalla stessa passione per l’arte”.

Alessandra Cappiello

Imperfezione, concetto narrativo che si iscrive nel racconto di storie non del tutto finite, compiute e la cui esigenza è quella di sentire oltre e contaminarsi è alla base della collezione Morfosis Autunno Inverno 2017/18 di Alessandra Cappiello. Così l’imperfezione come l’incompiutezza nasconde il desiderio di continuare, di proseguire, di trovare serenità nell’esperienza e nell’impreciso equilibrio. Così è lo spirito che muove Morfosis nel tratteggiare donne eclettiche la cui volontà è esprimersi secondo inclinazioni essenziali e raffinate, oppure più androgene, e muoversi entro scenari e ambienti diversi, perseguendo la propria estetica multiforme. Ecco, quindi, camicie in chiffon o crepe cady dalle linee pulite e asciutte, dialogare con pants dall’allure rock grazie ad incursioni di pizzo e tulle plumetille; capispalla in raso di lana dalla silhouette precisa sovrapporsi ai dress in seta o ai pantaloni in pelle svasati dall’attitude contemporanea in un métissage metropolitano femminile e sofisticato.

Sabrina Persechino

Jaali: è una pietra perforata a mo’ di grata, lavorata solitamente con motivi ornamentali realizzati attraverso l’uso della calligrafia e della geometria. Una griglia che consente la visione in una sola direzione, oltre al passaggio di luce e aria, fondamentale nelle società islamiche per preservare l’intimità familiare, permettendo così di poter guardare fuori impedendo a chiunque di osservare all’interno. L’intaglio della pietra per creare lo Jaali viene interpretato da Sabrina Persechino nella creazione del macramè geometrico che diventa elemento di forza e trasparenza negli abiti bianchi dalle forme lineari e pulite. Una trama nodosa a base quadrata a disegnare una griglia ornamentale che lascia spiare la silouette esaltandone la femminilità. Dal gioco della rifrazione e dalla deviazione subita dall’onda luminosa attraverso il passaggio nella Jaali scaturisce il tessuto in filigrana oro. Un intreccio di sottili fili in resina ritorti a creare un elegante effetto di struttura traforata.

Rani Zakhem

Rani Zakhem ci catapulta nel jet-set degli anni ‘70 e ‘80, tra luci, pailette e stelle scintillanti. Nei meandri della memoria di questa epoca effimera restano solo i ricordi, leggeri come una polvere dorata : la musica, l’eco delle risate , la trasgressione e la stravaganza. Le icone indiscusse erano: Lo Studio 54, la discomusic, Dalida, Bianca Jagger. Rani Zakhem reinventa a modo suo lo stile di quell’epoca, Una tavolozza di colori che comprende il lilla, i l giallo, i l verde nelle sfumature pastello e nei toni del lime, il rosa, il blu e il rosso carminio.

I talents 2017 dell’Accademia Costume & Moda

Le creazioni dei Talents 2017 dell’Accademia Costume & Moda hanno sfilato sulla passerella di AltaRoma. Diana Aparo, Flavia Cavasino, Rossella Coppola, Ilaria De Felice, Valeria Grussu, Serena Iavarone, Elena Materia, Francesca Nori, Silvia Perrucci, Tea Righini, Monia Romano, Flaminia Rossi, Alessio Rossi, Giulia Schisano e Ludovica Serra, sono i quindici neo-designer che hanno debuttato di fronte alla stampa e ad una giuria composta da alcune delle più importanti personalità del panorama moda internazionale.

I premi consegnati quest’anno sono tre: Abbigliamento, Accessori e il primo “Pitti Tutorship Reward”.

 

 

In tutti i Talents, la giuria ha riconosciuto l’importante lavoro di ricerca, la visione e la forte individualità impressa al design. Nei capi realizzati dai giovani couturier di Alta Moda sono rintracciabili una netta volontà di reinterpretare le tecniche che ne hanno segnato la storia e un’inedita attenzione alle radici culturali dei rispettivi Paesi di provenienza. Identità e visione i tratti distintivi delle collezioni presentate. Gli accessori, nati da un lavoro di ricerca che ha messo in evidenza le peculiarità stilistiche e tecniche di ciascun neo-designer, rivelano l’approccio formativo trasversale che fa dell’Accademia un punto di eccellenza nel panorama nazionale e internazionale.

 

di Marco Ricci