La battaglia femminista per le tasche

 

Potrebbe sembrare un argomento frivolo, ma, come si dice, l’apparenza spesso inganna. La battaglia dell’emancipazione delle donne, infatti, è passata anche per le loro tasche: nel Novecento divennero un simbolo dell’indipendenza femminile perché consentivano libertà di movimento e autonomia. Per queste ragioni, capovolgendo il punto di vista, sembra chiaro perché per secoli alle donne le tasche siano state volutamente negate. Come scrisse la scrittrice Charlotte Perkins Gilman nel 1905 sul New York Times: «C’è un aspetto di superiorità nell’abbigliamento da uomo ed è il fatto che è adatto alle tasche. Le donne devono portare le borse, a volte cucite agli abiti, a volte legate, a volte tenute in mano, ma una borsa non è una tasca».

La storia delle tasche da donna

Nel Medioevo le tasche non esistevano ancora, uomini e donne portavano borse legate alla cintura, un po’ come si fa con i moderni marsupi. Quando, dal XIII secolo, le borse vennero nascoste nei vestiti a causa delle numerose rapine per strade, nelle giacche degli uomini e nelle sottogonne delle donne si iniziarono a cucire fessure per accedere alle prime tasche, che erano simili a piccole borse appese internamente ai vestiti. Ma se, alla fine del Seicento, nei cappotti, nei panciotti e nei pantaloni maschili vennero cucite le tasche, le donne continuarono invece a portare piccole sacche rimovibili che venivano legate in vita e infilate tra i molti strati delle gonne.

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Un esempio delle tasche medievali

In pratica venivano usate come le moderne borse, spiega il sito del Victoria and Albert Museum di Londra, e spesso le donne ne indossavano due contemporaneamente. Qualcosa di simile lo abbiamo visto alla sfilata della collezione primavera-estate 2017 di Marni: la direttrice creativa Consuelo Castiglioni ha disegnato molti vestiti e cappotti con tasche larghe e ampie, a volte fissate a una cintura e non cucite, una sorta di via di mezzo tra tasche e borse.

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La sfilata di Marni per la primavera/estate 2017

Nulla cambiò sostanzialmente fino ai tempi moderni. In un articolo del 2011 sul quotidiano Spectator, Paul Johnson, uno storico e giornalista inglese, raccontò che nel 1954 lo stilista francese Christian Dior gli disse: «Gli uomini hanno le tasche per tenerci le cose, le donne per decorazione».

La rivoluzione femminista per le tasche

Fu alla fine dell’Ottocento che le tasche divennero una questione da femministe. Nel 1881 venne fondata a Londra la Society for Rational Dress, secondo cui ci si doveva vestire con praticità: le donne vennero invitate a indossare bustini morbidi, pantaloni comodi e, perché no, a utilizzare tasche capienti.

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Due ragazze nel 1926. Photo: Davis/ Getty

All’epoca le tasche erano davvero associate alle lotte per i diritti politici delle donne, tanto che un altro articolo del Times del 1910 sottolineava che i vestiti delle suffragette ne fossero pieni. Ancora negli anni Cinquanta le donne si lamentavano per la mancanza di tasche; Gwen Raverat, intagliatrice nipote di Charles Darwin e membro del Bloomsbury Group, scrisse in quegli anni: «Perché non possiamo avere tasche? Chi lo proibisce? Abbiamo il suffragio femminile, perché dobbiamo ancora essere inferiori agli uomini?».

Le tasche sul red carpet

Oggi le tasche sono ormai sdoganate al punto che sono ormai presenti anche sui red carpet, visto anche che le donne sembrano adorarle. La posa delle modelle di Balenciaga e Dior, che camminano eleganti con le mani bene infilate nelle pieghe dei loro paltò ha fatto storia, come pure negli anni ’60 la celeberrima sahariana di Yves Saint Laurent.

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La celeberrima sahariana di Yves Saint Laurent
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Rihanna alla Paris Fashion Week

La scelta di Hillary Clinton

La democratica Hillary Clinton per accettare ufficialmente la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti si è presentata sul palco indossando un tailleur pantaloni senza tasche (c’era solo una finta tasca cucita). Scelta sartoriale? Potrebbe essere, ma è difficile, ora che conosciamo la storia delle tasche da donne, ignorare il potenziale significato della scelta della senatrice.

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Il tailleur della Clinton senza tasche. Photo: Robyn Beck/ Getty

di Fabiana Pellegrino