La mia prima volta alla Fashion Week

Eccomi arrivata in questa splendida città qualche giorno prima della Fashion Week. C’è ancora calma per le strade, le persone si muovono nella loro vita “normale”. Ma ancora per poco. Io per prima non so cosa aspettarmi… la mia valigia invece ha già capito tutto. È colma di abiti, accessori e trucchi. Tutto ciò che mi possa servire durante la mia permanenza a Milano. E, diversamente da come generalmente ci si organizza per partecipare ad eventi del genere, ho deciso di NON preparare i miei outfit prima, ma di mettere in valigia quello che mi piaceva in quel momento e di indossare giorno dopo giorno quello che più mi ispira. E così inizia la fatidica settimana della moda, quella che osservo sempre dai giornali e dal web.

cenni di intesa
cenni di intesa
la fretta degli spostamenti
la fretta degli spostamenti

Non ho mai partecipato ad una sfilata

Ho deciso di vivere questa esperienza in una maniera un po’ diversa:non sono mai stata ad una sfilata.
Ho osservato la città svegliarsi ed addormentarsi nella frenesia di quei giorni. Scendevo in strada prestissimo, andavo al bar, prendevo un caffè ed aspettavo. Ho passeggiato a lungo (ballerine sempre in borsa, chiaramente!!) per strade principali e vicoletti di cui non immaginavo neanche l’esistenza, perdendomi di tanto in tanto. Ogni angolo di strada mi riservava sorprese diverse, scorci diversi, persone ed outfit diversi. C’era chi preferiva la semplicità indossando semplici pantaloni neri, camicie bianche e ballerine nere, chi invece voleva strafare interpretando look molto eccentrici. Le migliori devo dire che sono state le donne giapponesi: sempre impeccabilmente perfette.
L’aspetto che mi ha più colpita della Fashion week è stata la naturale mescolanza che c’era tra donne e persone “normali” con modelle e modelli. Non era certo difficile riconoscere per strada stangone di 2 metri, magrissime e bellissime… ma loro passeggiavano non curanti degli sguardi dei curiosi, i miei compresi chiaramente. Sono stata poi agli ingressi delle sfilate dove si svolgeva un vero e proprio show. Tantissime le persone che pian piano si avvicinavano all’ingresso delle varie locations e tutte quante avevano uno stile particolare e diverso l’una dall’altra. Ascoltavo conversazioni di ragazze che si aspettavano collezioni anonime ed invece poi.. all’uscita riuscivo a leggere la soddisfazione dai loro occhi, dai loro sguardi di approvazione.

immortalare
immortalare
la mia tecnica di sopravvivenza
la mia tecnica di sopravvivenza
look retrò
look retrò
un outfit interessante
un outfit interessante
dopo una sfilata
dopo una sfilata

Un angolo per osservare emozioni ed outfit

Avrete ben capito che ciò che ho fatto maggiormente nei miei giorni milanesi è stato osservare. E la tecnica migliore per farlo, per carpire emozioni, sensazioni e quindi scattare immagini uniche ed interessanti, è quella di scegliere un luogo, un luogo perfetto. Così mi sono seduta per qualche ora sulle scale di un vecchio palazzo all’ingresso della camera di commercio. Da lì potevo vedere facilmente il Duomo alla mia destra e alla mia sinistra invece tantissimi stand dove venivano offerte sedute di make up gratuite, stand dove si svolgevano interviste e stand dove venivano distribuite norme contro la contraffazione dei capi. Tutto ciò condito e collegato da nientepopodimenochè… un grosso tappeto rosso.
Quello funzionava come il miele per le api. Le fashioniste passavano tutte da lì, ed io, comodamente seduta in un angolino (anche perché i miei piedi reclamavano pietà) approfittavo dell’attimo fuggente e scattavo loro una foto.

Alcune ragazze sfrecciavano talmente velocemente da un lato all’altro della strada per raggiungere le varie sfilate che si svolgevano durante la giornata, che davvero mi risultava difficile anche scattare una foto… certo che ci vuole tanta energia per affrontare quelle giornate frenetiche e senza fine.
So che chi non ama questo lavoro e questo mondo non riesce a capire l’adrenalina e l’emozione che ho provato in questa mia prima volta alla settimana della moda, ma sono sicura che chi come me ha vissuto un giorno così, riesce invece a capire perfettamente il mio stato d’animo.

il Duomo che fa da cornice
il Duomo che fa da cornice
indicazioni
indicazioni

di Valentina Ciotola