La moda sposa la causa femminista

La moda si accende di femminismo. Dall’anno scorso e ancora nelle ultime collezioni di moda, sono stati diversi i fashion brand che hanno colto la palla al balzo e, in occasione delle loro sfilate, hanno lanciato messaggi chiari e forti per una maggior uguaglianza di genere. Perché, ammettiamolo, ci siamo stancate di non essere considerate al pari degli uomini. Dopo la lotta per il diritto di voto condotta dalle suffragette a fine 800 e inizio 900, la nuova era del femminismo passa attraverso la moda!

Sono tanti i marchi di moda che nelle loro collezioni hanno proposto messaggi forti: da Prabal Gurung a Zadig & Voltaire, passando anche per Dior, al momento sotto la direzione creativa di una donna, la prima donna a farlo, la bravissima Maria Grazia Chiuri. “We should all be feminists”: già, dovremmo tutti esserl, non solo le donne, ma anche gli uomini.

Sono tanti altri i messaggi veicolati da t-shirt e abiti che, con scritte stampate nero su bianco, ci dicono che noi donne siamo uguali agli uomini, che tutte le persone devono essere trattate con la stessa dignità, che noi donne possiamo fare qualunque cosa e possiamo essere quello che vogliamo, senza pregiudizi e ostacoli.

Una moda più impegnata, come quella a cui ci ha abituato Vivienne Westwood, che solitamente porta in passerella il suo impegno sociale nella difesa dell’ambiente, per politiche che possano affrontare e ridurre i disastri che il cambiamento climatico (quello che Donald Trump non pensa esista) sta provocando nel nostro mondo.

Perché noi donne dobbiamo ancora lottare per i nostri diritti, nonostante il calendario porti la data del 2017 e non quella del 1800… E i maschietti dovrebbero lottare accanto a noi, perché una società più giusta è una società migliore per tutti.

Allora questa estate indossiamo tutti magliette con scritte femministe: chiediamo anche attraverso ciò che indossiamo i sacrosanti diritti che ci spettano!

di Redazione