Lo stile di Michelle Obama

 

Ci mancherai Michelle. Ci saresti mancata anche se a succederti fosse stata un’altra donna come te, con forza e carattere e diciamolo anche buon gusto (quello vero) nel vestire. Una donna dal sorriso contagioso, dall’empatia dirompente, una donna capace di entusiasmare le folle meglio del marito e una donna che non si è limitata a fare da comparsa durante questi otto anni da First Lady. Del resto Michelle ci sei sempre sembrata una di noi, anche se una di noi non lo sei mai stata. La prima donna afroamericana a diventare First Lady, un avvocato che ha studiato in due delle più prestigiose università degli Stati Uniti d’America (Princeton e Harvard) e ha sfruttato il suo ruolo per promuovere battaglie che in passato non avevano mai avuto risonanza in America, come quella per uno stile di vita sano e una dieta che a partire dalle scuole non preveda patatine e bibite gasate.

Se non sapessimo che ogni discorso pronunciato durante un comizio ha un sapiente ghost writer che ne scrive anche le virgole, penseremmo ogni volta che tu stia parlando a braccio ispirata dal momento, prima di tutto da donna a donna e poi a chiunque ti stia ad ascoltare catturato dalla tua forza comunicativa. E ci piace pensare che nonostante i macchinosi e scenografici ritmi politici americani votati all’entertainment, tu non pronunceresti mai un discorso che non rispecchi la tua storia e il tuo credo.  

Ci mancherai Michelle. Se è vero però che le conquiste di oggi spianano la strada, azzardiamo a pensare anche se ora tu lo escludi che il destino di Hilary possa essere anche il tuo e che un domani tu possa essere la prima donna afroamericana a diventare presidente degli Stati Uniti d’America. Pazienza se in tale occasione non sceglierai Asos, sarai comunque raggiante.

Raggiante come sei stata in questi anni nelle occasioni importanti fasciata in abiti di Ralph Lauren, Narciso Rodriguez o Jason Wu e casual con i più accessibili J. Crew o Topshop. Intelligente nell’utilizzare la moda come mezzo di comunicazione da sfruttare per affermare una donna più moderna e sdoganare quello che fino a te era stato definito lo stile da First Lady fatto di tailleur e abiti castigati. Hai messo da parte la lacca, osato la frangia e contribuito a rendere il carrè un must. Grazie anche alla tua fedele consulente Meredith Koop hai reso omaggio ai paesi che ti ospitavano scegliendo vestiti dei loro stilisti e hai sapientemente alternato l’alta moda con quella di noi che ai Gala non siamo invitate, lo hai fatto da donna e lo hai fatto da mamma facendo seguire le stesse regole alle tue giovani figlie.

Ci mancherai Michelle e nel rivedere le tue foto di questi otto anni da First Lady ne siamo convinte oggi più che mai.

asos
Michelle indossa un abito Asos da 89 anni dollari il giorno in cui il marito viene eletto presidente. L’abito passerà alla storia per essere di un brand low cost
2008jasonwu
Ballo d’insediamento di Barack Obama come 44° Presidente degli Stati Uniti d’America , abito di Michelle Jason Wu
naeem
Tre diversi abiti di uno degli stilisti più indossati da Michelle Obama. l’indiano-americano Naeem Khan
Abito disegnato dallo stilista Jason Wu e indossato al ballo inaugurale per il secondo mandato Obama del 2012
alexander
Al Kennedy Center Honors nel 2014 Michelle sceglie un abito verde smeraldo di Marchesa
midi
Tre abiti fa giorno firmati Tania Tyalor e Michael Kors
H&M
Michelle con due abiti H&M
copertine michelle obama
Michelle Obama protagonista di alcune copertine dei magazine femminili più importanti d’America
yellow
Uno dei colori preferito da Michelle Obama: il giallo
vera wang
Passano gli anni, resta lo stile. Michelle in Vera Wang nel 2011 e nel 2015
altazurra
Marocco, giugno 2016 Michelle indossa un abito del brand disegnato da Joseph Altazurra (e le dona più che alla modella)
jcrew
Michelle Obama indossa abiti J Crew uno dei brand casual più apprezzati dalla First Lady
canada state dinner
Marzo 2016 . Canada State Dinner in Naeem Khan
versace
Ultimo State Dinner (dedicato all’Italia) da First Lady a ottobre 2016, omaggio il nostro paese scegliendo Versace

fonti foto Vogue, Harper’s Bazaar

di Enrica Pressanto