Micam 2012: uno sguardo alle nuove tendenze calzaturiere

Valentina è stata al MICAM e ci racconta tramite i suoi occhi, quello che i nostri occhi vedranno nelle vetrine la prossima stagione. Ma non è rimasta molto soddisfatta di ciò che ha visto...

Si è appena conclusa una delle più importanti fiere calzaturiere europee, un’evento organizzato a Milano, il centro della moda e delle tendenze future: il MICAM.
Come ogni anno attendo con ansia questi 5 giorni in cui mi tuffo letteralmente tra centinaia e centinaia di aziende che propongono modelli assolutamente meravigliosi ed innovativi di calzature ed accessori. La mia famiglia, come ben sapete, da generazioni tramanda amore e passione per il mondo della calzatura ed io non ho nessuna intenzione di esimermi da quello che sembra quindi ormai un “destino segnato”….Così domenica pomeriggio sono approdata a Milano, ho fatto un breve giro di ricognizione in centro per osservare una Milano che si preparava all’imminente Fashion Week, doccia calda e a letto presto. Sapevo già che i giorni seguenti sarebbero stati molto faticosi.

Alma en pena
Alma en pena

borse in plastica rigide
borse in plastica rigide

Uno stand particolare
Uno stand particolare

l'essenziale..
l'essenziale..

Come si presenta la fiera: troppe borchie e fluo.. NO!

Il MICAM è strutturato in 11 Padiglioni (enormi!!) ognuno di essi contenente decine e decine di marchi che espongono in maniera più o meno originale i propri prodotti. Devo dire che quest’anno, rispetto alle scorse stagioni che mi hanno sempre fornito molto materiale per le mie ricerche, ho trovato poche strutture e calzature dal design innovativo. Mi spiego meglio. Generalmente rimango molto colpita da qualche particolare mood di collezione che noto durante i miei giri di ricognizione ma quest’anno non è stato proprio così. Il motivo è semplice: tutto ciò che ho potuto vedere è al 90% già presente in giro. Guardandomi intorno mi sono resa conto che i colori FLUO spadroneggiano in moltissime collezioni, sia nella costruzione delle tomaie (la parte superiore della scarpa, quella fatta generalmente in pelle, tessuto ecc ecc) che nella decorazione di fondi e zeppe. E le borchie.. non vi dico, un’invasione. Il fenomeno dei colori-evidenziatore credo sia davvero arrivato al culmine della sua espressione ed onestamente io speravo di non trovarlo così diffuso.

Un modello di calzatura di Di Martino
Un modello di calzatura di Di Martino

Un modello di calzatura di Philippe Plein
Un modello di calzatura di Philippe Plein

Un modello di calzatura di Rita Eliseo
Un modello di calzatura di Rita Eliseo

Un modello di Philippe Plein
Un modello di Philippe Plein

gold love
gold love

Un modello di calzatura di Di Martino
Un modello di calzatura di Di Martino

Le aziende che mi hanno colpita

Ma c’è anche qualcosa che mi ha colpita. Ci sono state collezioni di scarpe sviluppate in modo molto delicato e sobrio, scarpe equilibrate, gentili e dalle linee docili, come quelle di Rita Eliseo e Martin Clay ad esempio. Philippe Plein ha riproposto colori fluo principali (giallo, rosa) declinati in modelli di sneakers molto carini e portabili. Mi è piaciuta molto la versione di un sandalo invece con borchie leggere e gold. A proposito del gold… ci sarà in pieno questo mood nella prossima estate, e di questo sono stra-felice. Una zona della fiera che è molto diversa da tutti gli altri stand è quella dedicata ai Visitors. Una sezione strutturata in modo completamente diverso e dove ci sono marchi e designers anche sconosciuti, ma che hanno progettato delle linee di calzature ed accessori sicuramente diverse da tutto il resto.
In conclusione… mi aspettavo qualcosa in più da questa edizione, ma sono certa che non potrò fare a meno di acquistare le mie solite 20 paia di scarpe anche quest’anno.