5 film che aiutano a capire l’immigrazione e l’integrazione

 

Apri il giornale, la home di Facebook o le news online e trovi puntuale, quotidiano e straziante, il racconto dell’immigrazione di massa. Dall’Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa: profughi, rifugiati, migranti alla ricerca di una vita migliore in fuga verso la Grecia, l’Italia, l’Ungheria o la Croazia per raggiungere il nord Europa, sinonimo di salvezza, a volte al caro prezzo della vita stessa.

Sono sicura che dopo un po’ si formi un’invisibile barriera di refrattarietà alla tragedia di massa: si arriva a percepire le persone come una categoria, un’impersonale popolazione nomade di “migranti”, senza volto né identità.

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Una scena da Almanya

Se solo pensassimo che quella moltitudine di migranti è formata da tanti singole vite, storie, emozioni allora quella nube sul mappamondo dei popoli assumerebbe una profondità inaspettata.

Ecco cinque storie di immigrazione raccontate dal cinema che puntano la telecamera sulle vite di quei migranti, 5 film per capire cosa vuol dire perdere tutto senza mai perdere sé stessi.

Welcome

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Locandina di Welcome

Un film del 2009 per la regia di Philippe Lioret con Vincent Lindon e Firat AyverdiBilal e Simon conducono vite diverse, il primo è un clandestino iracheno che attraversa l’Europa per raggiungere la ragazza trasferitasi in Gran Bretagna, il secondo un istruttore di nuoto di Calais, separato dalla moglie e avvilito. Simon scopre Bilal e suo malgrado decide di ospitarlo a casa, aiutandolo nell’impresa delirante di attraversare la Manica a nuoto per raggiungere le coste inglesi.

Da vedere perché: La tenacia di Bilal, il suo amore per la vita e la sua amata daranno nuova linfa vitale a Simon. Un commovente incontro di due anime in cerca di salvezza che inconsapevolmente si salvano (o cercano di salvarsi) a vicenda.

Almanya – La mia famiglia va in Germania

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Locandina ai Almanya – la mia famiglia va in Germania

Un film di Yasemin Samdereli del 2011 con Vedat Erincin, Fahri Ogün Yardim, Lilay Huser, Demet Gül, Denis Moschitto. Almanya fa parte del genere cinematografico della “commedia dell’integrazione” che racconta come un nucleo famigliare o di persone si sia integrato in un paese di cultura diversa. Il film racconta con flashback la storia della famiglia Yilmaz, emigrata in Germania dalla Turchia negli anni ’60. Il patriarca Hüseyin ha realizzato il sogno di comprare una casa nel suo paese d’origine e parte con la famiglia al completo (tre generazioni) per ristrutturarla.

Da vedere perché: Il viaggio dalla Germania alla Turchia sarà il terreno di incontro tra i ricordi del passato del paese natio e il presente, la tradizione lasciata alle spalle e portata a fatica nella nuova patria, le difficoltà e le gioie di una famiglia cresciuta a cavallo di due culture. Non solo il racconto di un incontro di culture, ma anche di generazioni, dal nonno Hüseyin alla giovane nipote che ha un segreto da confessare in viaggio.

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Una scena da Almanya – la mia famiglia va in Germania

La sposa turca

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La sposa turca

Un film del 2004 scritto e diretto dal registra turco naturalizzato tedesco Fatih Akın, con Birol Ünel, Sibel Kekilli. Sibel è una giovane turco-tedesca che sopraffatta dalle imposizioni della famiglia tenta il suicidio. Ricoverata in ospedale conosce Cahit, che a sua volta ha tentato il suicidio. Sibil propone a Cahit di sposarla, un matrimonio di copertura per farla uscire di casa e mettere a tacere il fondamentalismo religioso della famiglia. Cahit acconsente, ma quella che era finzione diventerà realtà.

Da vedere perché: Lui aveva bisogno di un nuovo inizio, lei di una via di fuga, nel compensare i propri bisogni si sono scoperti innamorati.

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Una scena da La sposa turca

L’ospite inatteso

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Locandina di L’ospite inatteso (The visitor)

Un film di Thomas McCarthy del 2007 Con Richard Jenkins, Haaz Sleiman, Danai Jekesai Gurira, Hiam Abbass, Marian Seldes. Walter Vale, un professore universitario da poco rimasto vedovo, torna a casa dopo un convegno a New York e scopre che il suo appartamento è stato affittato con la truffa a una giovane coppia di immigrati clandestini, la senegalese Zainab e il siriano Tarek. Scoperta la truffa, Walter propone ai due di continuare a vivere con lui nell’appartamento.

Da vedere perché: Walter Vale troverà nell’incontro con Tarek la passione per la musica e lo strumento del djambe e il suo amore per Zainab un richiamo alla vita che era sopito dalla morte della moglie. Ancora una volta, due vite apparentemente diverse e distanti arrivano a completarsi.

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Una scena da L’ospite inatteso

Miracolo a Le Havre

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Locandina di Miracolo a Le Havre

È un film del 2011 diretto da Aki Kaurismäki. Marcel Marx è un bizzarro scrittore che ha abbandonato la via della letteratura per dedicarsi all’attività di lustrascarpe, vive con la moglie Arlette nella città portuale di Le Havre in Normandia. L’incontro con un giovane clandestino dall’Africa e l’improvvisa malattia della moglie Arletty metteranno Marcel di fronte all’insensibilità del genere umano, da contrastare con un pizzico di cinismo, empatia e amore.

Da vedere perché: Un vecchio e un giovane, un regolare cittadino e un clandestino sono accomunati dall’essere in realtà due emarginati: che sia per il paese di provenienza o per il ruolo ricoperto all’interno della società, percorrono lo stesso cammino di lotta per il diritto alla felicità.

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Una scena da Miracolo a Le Havre

di Ilaria Danesi