Amy, the girl behind the name

 

L’impatto di Amy Winehouse sulla musica contemporanea è stato notevole, seppure con appena due album in studio, Frank (2003) e Back to Black (2006). Interprete versatile con una personalità unica, cantautrice di talento dall’anima white soul, blues, jazz ed R&B, vincitrice di 5 Grammy Awards, la sua tragica scomparsa nel 2011, in seguito a un avvelenamento da alcool, allunga le file del sinistro Club 27.
Mi sono chiesta chi fosse davvero Amy Winehouse, l’artista che perseguiva la musica come un atto vitale, la fragile vittima di alcol e droghe, succube di pressioni che non sapeva gestire o forse tutto questo e ancora di più…

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La locandina del film Amy, the girl behind the name

La ragazza dietro il nome Amy

Nel prossimo Festival di Cannes (13-24 maggio) verrà presentato in anteprima Amy – The girl behind the name (“La ragazza dietro il nome”), il docu-film diretto da Asif Kapadia sulla vita di Amy Winehouse. Con materiale raccolto da oltre cento interviste, Amy il film ripercorre la carriera della cantante del quartiere Southgate di Londra, da ragazza fino a star affermata.

Asif Kapadia è già vincitore di un premio BAFTA per un altro docufilm, Senna (sulla vita del pilota di Formula Uno Ayrton Senna), ma il film Amy non sarebbe piaciuto a Mitch Winehouse, padre di Amy, che ha dichiarato “Hanno cercato di trasformare questa storia in blockbuster hollywoodiano. Si sono dimenticati che si trattava di un documentario – ha detto Winehouse in un’intervista alla Reuters – C’è un cattivo, che sono io, e un’eroina che alla fine muore. I miei sentimenti in questo momento sono di grave delusione. Di sicuro questo non è il film che Amy avrebbe voluto. Se i nostri legali valuteranno l’ipotesi di un’azione legale procederemo sicuramente ma vorremmo che fosse veramente l’ultima spiaggia”.
Di seguito il teaser trailer di Amy – The girl behind the name.

La ragazza fragile

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“Non cerco di essere nient’altro che una musicista” dichiara in un’intervista

“Non cerco di essere nient’altro che una musicista” disse al giornalista che la intervistava prima ancora di diventare la star di Rehab. Alla domanda “Quando pensi che diventerai famosa?” la ragazza fragile rispose “Non ci penso, non credo proprio che diventerò famosa, non credo che riuscirei a gestirlo, probabilmente impazzirei.” Parole tristemente profetiche per la ragazza fragile che non pensava a diventare una star e che nei momenti di sconforto si succhiava il pollice in pubblico come una bambina smarrita.

La ragazza che scriveva canzoni travestite da poesie

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Amy Winehouse

L’ex manager Nick Schmansky racconta che Amy Winehouse avesse sempre saputo di voler diventare una cantautrice, ma la timidezza degli esordi le fece scrivere delle canzoni “mascherate” da poesie, senza volersi esporre ancora nella scrittura musicale.

La ragazza che ispirava il soul

Nonostante la sua ritrosia ad ammetterlo Amy Winehouse è stata di ispirazione per molti artisti come Sam Smith, Ellie Goulding, Lana Del Rey e Adele che le ha dedicato pubblicamente “Make you feel my love”, una delle canzoni preferite di Amy, nel celebre concerto alla Royal Albert Hall.

La ragazza dallo stile inconfondibile

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Amy Winehouse su Harper’s Bazaar

Amy Winehouse parla così del suo stile : “Mi vesto solo come se fossi un vecchio di colore, mi spiace! Come un vecchio ebreo di colore, mi vesto come se fossimo ancora negli anni ’50”. Lo stile che ha ispirato migliaia di ragazze definito con l’understatement di chi non si prende troppo sul serio e non si sente un’icona di stile.

Cosa vi rimane di Amy Winehouse e della sua musica? Chi pensate sia la ragazza dietro il nome “Amy”, la fama, il successo e gli eccessi?

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Amy Winehouse

 

di Ilaria Danesi