Boy band: in principio i Duran Duran, oggi One Direction a creare odio e amore tra le fans

Un'immagine da "Sposerò Simon Le Bon" - Foto Kataweb.it
Un'immagine da "Sposerò Simon Le Bon" – Foto Kataweb.it

Il caso di Flora ed il biglietto vinto per incontrare i One Direction mi ha fatto pensare. Condivido quanto ha scritto Carlotta nel suo post sul fenomeno #iostoconflora e il cyberbullismo e mi è venuto da ripensare al fenomeno boy band, in relazione ad episodi di fanatismo più o meno esasperato suscitato nei fan.
Diciamo che il fenonemo boy band vero e proprio nasce negli anni ’90, con i Take That, prima super boy band della storia della musica pop.

Take that oggi - foto Takethatitalia.com
Take that oggi – foto Takethatitalia.com

Per boy band si intende un gruppo di ragazzi giovani, da belli a bellocci, insomma piacenti, con personalità e look diversi, messo assieme da una casa discografica o tramite un concorso, generalmente con – discutibili – abilità canore, spesso incapaci di toccare uno strumento se non in playback. Ah dimenticavo, con un seguito di fans di genere femminile che va dall’andante-gioioso all’invasato.

I Duran Duran negli anni '80 - foto Duran.com
I Duran Duran negli anni '80 – foto Duran.com

In realtà non sarebbe corretto partire dai Duran Duran come boy band, perchè questi erano musicisti a tutti gli effetti che hanno formato un gruppo per suonare, tuttavia è innegabile che gli effetti e riscontri di pubblico femminile già dal primo album Duran Duran del 1981 siano paragonabili in pieno ai gruppi, costruiti a tavolino, dagli anni ’90 in poi.
Basta citare un film italiano come “Sposerò Simon Le Bon” per ricordare gli effetti che il gruppo dei Duran Duran causava tra le fans e le loro famiglie. Dopo di loro i Take That hanno dato l’inizio al fenomeno con una serie di epigoni come i Five, i Blue, i Westlife fino agli ultimi One Direction.

One Direction - foto Onedirectionmusic.com
One Direction – foto Onedirectionmusic.com

Mi chiedo cosa sia cambiato dalle fans che urlavano “Simon non ti sposare!” a quelle dei One Direction che sfogano odio e rabbia nei confronti di Flora, una ragazzina come loro che è stata solo più fortunata nel vincere un biglietto. Forse l’interesse è meno verso la musica e più verso la ricerca di un idolo, a qualunque costo? Forse la società attuale non permette di accettare “sconfitte” perchè tutti vogliamo tutto e lo vogliamo subito?
Mi chiedo se quelle ragazze sono consapevoli che non aver vinto il biglietto magico sarà solo la prima di una serie di mancate conquiste che dovranno affrontare nella vita. Flora ha vinto non perchè era raccomandata o suo padre proprietario della Kinder (una della fantasiose dicerie messe su Twitter) ma semplicemente per un caso fortuito ha vinto lei, piuttosto che un’altra ragazza. Succede, succede milioni di volte al giorno nel mondo che qualcun altro vinca il biglietto che volevamo noi. Succede e basta, non per questo l’altro deve essere insultato, minacciato, dileggiato o perseguito.
La musica insegna, “You can’t always get what you want”.

di Ilaria Danesi