Enrico Mentana lascia Twitter con "un saluto finale a tutti"

L'account Twitter di Enrico Mentana, attualmente chiuso
L'account Twitter di Enrico Mentana, attualmente chiuso

“Non mi arrendo davanti a ‘due battute’. In un anno non ho mai bannato nessuno. Ma se il bar che amate si riempie di ceffi, cambiate bar. O no?”.
Questo uno degli ultimi tweet di Enrico Mentana prima di chiudere l’account su Twitter con un programmatico messaggio “Un saluto finale a tutti”, stanco di ricevere tweet offensivi, insulti e provocazioni da account anonimi.
Sabato scorso a Che tempo che fa Enrico Mentana, parlando della sua uscita da Twitter, ha auspicato leggi e regole precise che non permettano account anonimi, dietro cui ci celano incivili e facinorosi che prendono di mira il vip di turno. Ma non solo.
Enrico Mentana chiama in causa la tragedia del femminicidio, che su Twitter avrebbe in un certo senso un terreno di fomentazione tramite l’anonimato, “Noi [n.d.r. rivolto a Fabio Fazio] siamo dei privilegiati ma andate a leggere cosa si dice di una qualsiasi donna bella su Twitter…”.
Da donna e da tuittera mi sono posta qualche domanda e vorrei sapere cosa ne pensate voi.

La madre dei cretini è sempre incinta, anche online

Credo che l’uscita di scena di Enrico Mentana da Twitter non sia stato il modo migliore per gestire il problema. Provocazioni e insulti anonimi su Twitter sono quello che i troll furono nei primi anni che si diffusero i blog. In primis, non rispondere agli insulti che non sono la ricerca di un dialogo ma lo sfogo mediato di frustrazione che il social network – ammettiamolo – permette: nella vita reale l’insulto resterebbe chiuso tra le quattro mura nel proprio salotto tv.
In secondo luogo, segnalare e bloccare gli utenti che insultano, ribadendo con la propria presenza il diritto di esserci secondo le regole della civiltà e del dialogo, a dispetto degli incivili, senza cedere al branco digitale di cui parla Woorkup (articolo che vi consiglio).

Twitter e il femminicidio

Di primo acchito, mi verrebbe da pensare che Twitter, Facebook e la rete diano spazio ad una non-cultura e depravazione che avvalora la tesi di Enrico Mentana sul femminicidio (vedi anche i casi del vergognoso fotomontaggio del Presidente della Camera Laura Boldrini ed il più recente di Selvaggia Lucarelli, vittima di stalking online e minacce di stupro) se non che, quello che emerge in rete è frutto di quello che c’è offline.
Doveroso denunciare, segnalare, far intervenire la polizia postale per gli utenti che dietro un nickname lanciano minacce di morte, violenza, ingiurie ma non è forse da pensare che questa degenerazione emerga online dopo essersi radicata in un paese dove per molti la donna è ancora un feticcio contro cui scaricare violenza e frustrazione?
E non credo che questo messaggio sia arrivato negli anni attraverso 140 caratteri.

di Ilaria Danesi