Festival di Sanremo 2014: quarta serata con l'omaggio ai cantautori ed insoliti duetti

Prima che la quarta serata della sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo 2014 possa iniziare, è necessaria l’oasi di ironia del prefestival di Pif. Questa volta San Romolo si occupa dei sosia professionisti (!) dei cantanti, i presenzialisti e i collezionisti del Festival: gente che passa la giornata ad entrare nelle inquadrature, farsi foto vicino anche ai figuranti e a raccogliere autografi. Folklore sanremese puro contrapposto ai deliri di Valeria Marini, Cerbero del suo truccatore Pablo schiavizzato a farle costantemente foto e video. Il prefestival si conclude con la sigla di San Romolo cantata da un Frankie Hi-Energy che scimmiotta un rapper di periferia in erba.

La giuria di qualità, i big e la canzone d'autore, il caso Sinigallia

Conosciamo la giuria di qualità: Paolo Virzì, Giorgia Surina, Silvio Orlando, Silvia Avallone, Paolo Jannacci, Anna Tifu (violinista), Aldo Nove, Rocco Tanica, Lucia Ocone, Piero Maranghi (direttore di Sky Classica).
I primi ad esibirsi sono Perturbazione in duetto con Violante Placido, eseguono la Donna cannone di De Gregori. Violante Placido sembra aver lasciato la voce in camerino e mi chiedo perché spesso le giovani attrici italiane di successo si mettono a fare dischi (Asia Argento, Claudia Gerini, Violante Placido…) sembra un traguardo da raggiungere, come la copertina sexy di un mensile da uomo. Resto nel dubbio quando arriva Francesco Sarcina accompagnato da Riccardo Scamarcio che però ha il buongusto di mettersi alla batteria e il tributo che eseguono è a Zucchero con Diavolo in me. Frankie Hi-Energy e Fiorella Mannoia omaggiano il cantautorato di Paolo Conte con lo swing di Boogie su cui accennano passi di danza.
Noemi si presenta sul palco da sola e canta accompagnandosi al piano La costruzione di un amore di Ivano Fossati. Si scoprirà dopo che nessuno ha voluto cantare con lei perché si era vestita di carta paglia (vi ricordo le crisi di identità degli outfit di Noemi nella seconda e terza serata).
Fabio Fazio comunica la notizia ferale della improvvisa scomparsa di Francesco di Giacomo, cantante del Banco del Mutuo Soccorso per un incidente stradale, e lancia la pubblicità.
Francesco Renga e Kekko dei Modà cantano Un giorno credi di Edoardo Bennato, momento di terrore quando Kekko svela la sorpresa che aveva preparato per Renga: lo vuole come ospite alla sua prossima tournè estiva. Francesco Renga, che si era vestito e addobbato come il Libanese di Romanzo Criminale, tradisce un’espressione che fa pensare si darà alla mala per scampare l’offerta.

Ron canta Cara di Lucio Dalla dopo aver ricordato l’amico cantautore come uno che ti sveglia nel cuore della notte per farti sentire ad oltranza il suo nuovo pezzo anche quando vorresti dormire (quando si dice l’amicizia…).
Arisa con gli Who made who canta Cuccuruccucù di Franco Battiato,
Rafael Gualazzi e The Bloody Beetroots si presentano con Tommy Lee, batterista dei Motley Crue per una versione jazzata di Nel blu dipinto di blu.
Cristiano de Andrè solo piano e voce canta Verranno a chiederti del nostro amore del padre Fabrizio de Andrè. Finora è uno dei momenti migliori di tutto il Festival.

Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè - foto Facebook Le migliori frasi di Fabrizio De Andrè ♫
Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè – foto Facebook Le migliori frasi di Fabrizio De Andrè ♫

Gli segue Renzo Rubino accompagnato da Simona Molinari nel duetto di Non arrossire di Giorgio Gaber.
Giusy Ferreri duetta con Alessandro Haber su Il mare d’inverno di Enrico Ruggeri mentre Alessio Boni recita le prime strofe del pezzo. È un’esibizione deludente da parte di Giusy Ferreri che sembra ad una serata di Karaoke.
Antonella Ruggiero con un collettivo di dj che suonano attraverso delle app per tablet canta In miniera dei New Trolls .
Giuliano Palma presentato da Silvio Orlando canta I say I sto cca di Pino Daniele con arrangiamento ska-blues. Bell’esibizione e Giuliano di Palma davvero si conferma un ottimo interprete di cover.
Riccardo Sinigallia è stato escluso dalla gara perché la sua canzone, Prima di andare via, l’aveva già eseguita in buona fede (ci tiene a sottolinearlo) ad una festa di beneficenza la scorsa estate. Gli credo, mi sembra sincero, solo vittima della legge di Murphy (vai a pensare in un concerto di trecento persone…).
Si esibisce con una band al femminile: Laura Arzilli (storica bassista dei Tiromancino), Paola Turci chitarra e voce e Marina Rei batteria e voce in Ho visto degli zingari felici di Claudio Lolli.

Marco Mengoni, Silvan, Gino Paoli, Luca Zingaretti, Enrico Brignano, Paolo Nutini

Celebrazione della canzone d’autore, c’è una collaborazione con il club Tenco, che da anni promuove il cantautorato italiano e Marco Mengoni, vincitore di Sanremo 2013 apre con un omaggio a Sergio Endrigo con Io che amo solo te.
Per il consueto momento geriatria del Festival un Silvan appena scappato da Las Vegas per essere a Sanremo (?) fa il numero della donna tagliata in due con Luciana Littizzetto.
È il momento della scuola genovese della canzone d’autore: Danilo Rea esegue al piano Bocca di Rosa in un arrangiamento jazz e poi accompagna Gino Paoli che canta Vedrai Vedrai di Luigi Tenco e poi ricorda Umberto Bindi cantandone L’ultimo concerto. Standing ovation per l’atmosfera magica, del tutto meritata, ancora una canzone, questa volta è di Gino Paoli, Il cielo in una stanza, accompagnato da Danilo Rea e dall’orchestra.
Luca Zingaretti sale sul palco leggendo un passaggio di Peppino Impastato sulla bellezza contro le mafie e ovviamente promuove la sua fiction Rai Il giudice meschino.
Enrico Brignano omaggia il grande Aldo Fabrizi con dei pezzi comici e canzoni e parte la marchetta per il suo prossimo show Rai Il meglio d’Italia (sarà contenta la signora dello spot alle poste)


Paolo Nutini, l’ospite musicale internazionale omaggia un cantautore italiano ed intona Caruso di Lucio Dalla solo chitarra e voce. Considerando che è un cantautore soul blues scozzese l’azzardo è del tutto riuscito sia per pronuncia e metrica che interpretazione. Presenta il singolo Scream con un tiro e un groove pazzesco e purtroppo lascia il palco, troppo presto.

La gara dei giovani, premi speciali e vincitore

Si esibiscono Diodato con Babilonia,Zibba con Senza di te, Rocco Hunt con O juorno Buono e The Niro 1969.
Il premio della critica Mia Martini lo vince Zibba che si aggiudica anche il premio della sala stampa Lucio Dalla
.
Il vincitore dei giovani è Rocco Hunt che si aggiudica il premio Luzzati Nuove proposte con O Juorno Buono.
Ha vinto l’Italia retorica, ottimista, quella che premia una canzone per la “voglia di riscatto”. Quella di Sanremo.

Vi aspetto alle 19.00 su iLiketv, canale 230 del digitale terrestre, all’interno di iLikeSanremo per commentare la serata appena conclusa.

di Ilaria Danesi