La finale del Festival di Sanremo 2014: vince Arisa!

Il matrimonio è la tomba dell'amore
Il matrimonio è la tomba dell'amore

È finito il festival che tutti abbiamo seguito con tanta attenzione e di cui sentiremo grande mancanza: il San Romolo Di Pif. Si conferma l’impressione di queste serate per cui il prefestival è la cosa migliore di tutta la sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo.
Per avvalorare questa mia tesi, quando la linea va al Festival ecco che arriva Terence Hill-Don Matteo in discesa sulla scalinata del palco in bicicletta, tutto trafelato tanto da versarsi in testa una bottiglia d’acqua (boutade che dovrebbe far ridere) e celebrare le nozze tra Fabio Fazio e Luciana Littizzetto in abiti nuziali. Lui che la chiama “Lucianina!” e lei lo chiama “pirla!”, il tormento per fortuna dura poco, giusto il tempo di ricordare l’ennesima fiction Rai Don Matteo con Terence Hill.

Ospiti

Maurizio Crozza si presenta sul palco dietro uno scudo con la scritta Pace e il suo monologo sulla bellezza dell’Italia in cui dice “Siamo in eterno conflitto tra la grande bellezza e l’enorme disastro” sembra una lunga captatio benevolentiae, i fischi e le contestazioni dello scorso anno devono bruciare ancora. La satira politica è appena sfiorata, tirando in ballo qualche politico qua e là in contrappasso all’elogio delle eccellenze artistiche dell’Italia. Solo alla fine, per un minuto scarso Maurizio Crozza diventa il Matteo Renzi che tutti aspettavano.

L’ospite musicale è Luciano Ligabue, introdotto da un quanto mai ossequioso Fabio Fazio che lo ringrazia innumerevoli volte per aver accettato di venire al Festival, contravvenendo alle sue convinzioni. Ora mi chiedo, non è che il “Liga” canti l’esistenzialismo francese o sia un paladino del free jazz sperimentale, oggi in Italia pochi altri cantanti sono così nazional popolari come Luciano Ligabue ma Fazio si sa, deve ossequiare da contratto ormai e il Liga si sa, deve darsi un tono da artista inarrivabile. Certe notti, Sopra il giorno di dolore che uno ha e Il sale della terra sono i brani che regala alla platea, poi torna verso il suo non precisato Olimpo di esclusività.

La spontaneità di Pif e l’eleganza di Claudia Cardinale, ospiti della serata.
Stromae l’ospite musicale internazionale si presenta con un esibizione che lascia perplessi sul momento, il cantautore belga di origine ruandese entra in scena piegato su se stesso, barcollando come un ubriaco con lo sguardo perso e annebbiato ma la voce nell’eseguire Formidable è eccezionale e si capisce che è un artificio di scena.
Trattandosi di Sanremo, il confine tra finzione di scena e verità dissimulata è sempre molto labile.

I big, il premi speciali, il vincitore

Si esibiscono nuovamente tutti i 14 big con le canzoni in gara:
Giuliano PalmaCosì lontano
NoemiBagnati dal sole
RonSing in the rain
ArisaControvento
Francesco SarcinaNel tuo sorriso
PerturbazioneL’unica
Giusy FerreriTi porto a cena con me
Francesco RengaVivendo Adesso
Rengo RubinoOra
Antonella RuggieroDa lontano
Rafael Gualazzi e The Bloody BeetrootsLiberi o no
Cristiano De AndrèIl cielo è vuoto
Il premi speciali: premio della critica ai Perturbazione per L’unica, Premio Mia Martini a Cristiano De Andrè per Invisibili, il brano scartato alla prima puntata dal televoto, premiato anche come miglior testo con il Premio Sergio Bardotti.
Torna Riccardo Sinigallia ad eseguire fuori gara Prima di andare via, brano squalificato (non inedito) che è valso al cantautore romano il premio legge di Murphy (come vi racconto nel mio video commento).
I tre finalisti sono Renzo Rubino, Rafael Gualazzi e The Bloody Beetroots, Arisa che devono riesibirsi per essere votati al 50% dal pubblico e 50% dalla giuria di qualità. Contro le previsioni che davano Renga sul podio e probabile vincitore il pubblico ha saputo stupire.

Per dare tempo al televoto fanno riascoltare degli estratti dalle canzoni degli 8 giovani, vincitore Rocco Hunt compreso.
La vittoria è di Arisa con la canzone Controvento, al momento della proclamazione Arisa si sta controllando l’arcata dentale e non si scompone più di tanto quando le consegnano il premio. I tempi di “Simona sei falsa” sono lontani, controvento.

di Ilaria Danesi