Fingersi gay per vendere di più. Ma che discorsi sono?

Le mosse di marketing sono quanto di più triste ci possa essere nel mondo della musica. Le dichiarazioni studiate a tavolino, i cambi di look, le foto, nulla è lasciato al caso e ormai lo sappiamo tutti. La noia mortale del non sapere quando si può credere o no a qualcosa lo dobbiamo proprio a certi “geni del marketing” che pensano che le vendite siano dovute ai loro giochetti.
Questa storia va avanti da anni, quindi niente di nuovo,
eppure recentemente le dichiarazioni di Gerardina Trovato sono riuscite a sconvolgere persino qualcuno, come si legge dalle testate on-line: “dichiarazioni shock”, si può leggere. Ciò che la cantante ha dichiarato altro non è che la verità sul suo essere lesbica, che ai tempi d’oro del post Sanremo, ai suoi esordi, da semplice voce di corridoio era subito divenuta notizia confermata, da lei stessa. A quanto dice la cantante, quando si presentò a Sanremo, il suo look androgino colpì subito nel segno, ma cominciarono a circolare voci sulla sua presunta passione per le donne. I suoi manager le dissero immediatamente di non smentire, “perché funziona, vendiamo più dischi”, testuali parole. A sua detta quella fu la sua rovina.

Gerardina Trovato
Gerardina Trovato

Da lì restò vittima della sua stessa bugia: la sua assistente dell’epoca si innamorò di lei (quindi forse non sapeva della bugia? Questa cosa non è chiara) e si rivelò essere una stalker che la perseguitò al punto da farle desiderare la sua morte. A parte ciò, quello che veramente c’è da chiedersi è: fingersi gay o lesbica per vendere di più? Ma che discorsi sono? Compriamo un cd per le canzoni o perché siamo attratti dai gusti sessuali dei cantanti? Se siamo indecisi tra due cd compriamo quello del cantante gay? Direi di no, non mi è mai sembrata un incentivo all’acquisto la sessualità di questo o quel cantante, quindi: il discorso del “vendere di più” si fonda sulla base di cosa? Possiamo parlare di più popolarità, di più curiosità verso un personaggio, di più interesse, perché negarlo?…ma in quale modo secondo tali geni del marketing questo si converta in vendite davvero mi sfugge. Basta, davvero basta con queste cavolate… non sarebbe davvero meglio concentrarsi di più sul cercare di fare buona musica?

di Laura Manfredi