Il biglietto del teatro? Si paga con una risata!!

Teatreneu - immagine dalla pagina facebook Teatreneu
Teatreneu – immagine dalla pagina facebook Teatreneu

Negli ultimi tempi, per fronteggiare la crisi economica, il governo spagnolo ha aumentato notevolmente le tasse, tra gli ambiti più colpiti anche il teatro che a sua volta si è trovato costretto ad aumentare le tariffe dei biglietti d’entrata; la naturale conseguenza di tutto ciò è stato un calo dell’affluenza nei teatri.

Per far fronte a questa situazione un teatro, il Teatreneu di Barcellona, in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria The Cyranos McCann sta sperimentando per gli spettacoli comici una tariffa speciale, ecco in cosa consiste: gli spettatori pagano solo in base al numero di volte in cui ridono durante lo spettacolo, come viene misurato tutto ciò?

Pay Per Laugh - immagine dalla pagina facebook Pay Per Laugh
Pay Per Laugh – immagine dalla pagina facebook Pay Per Laugh

Il conteggio viene effettuato tramite l’utilizzo di un software (Pay Per Laugh) in grado di riconoscere le espressioni del viso. Il programma viene istallato sui dei tablet posti sullo schienale di ogni posto a sedere quindi proprio di fronte ad ogni spettatore. Ogni sorriso vale 30 centesimi di euro, il tetto massimo di spesa è stato fissato a 24 euro, tutte le risate in più sono gratis. Nel caso in cui lo spettacolo non provocasse nemmeno un sorriso, lo spettatore non pagherà nulla.

L’iniziativa, nata appunto per riportare gente al teatro, ha riscosso un discreto successo sia in termini di incassi che di presenze, che sia per pubblicità o per pura curiosità, sta di fatto che la cosa ha funzionato. Anche altre realtà teatrali stanno intraprendendo la stessa strada che in fondo, oltre a tenere in vita progetti teatrali, è anche un modo per testare la validità delle performance, se davvero uno spettacolo fa ridere sarà dimostrato dall’incasso finale.

Teatreneu - immagine dalla pagina facebook Teatreneu
Teatreneu – immagine dalla pagina facebook Teatreneu

Ovviamente c’è chi di fronte a tutto questo ha mosso delle critiche: e se il software non sia davvero in grado di interpretare un sorriso e legga come tale anche una semplice smorfia? E se le persone per non pagare trattenessero le risate?
È chiaro che quando si tratta si esseri umani le possibilità sono molteplici, ma ogni tanto è più bello credere nella buona fede delle persone e nella genialità di un’idea e, magari, fermarsi a quella.

Voi cosa ne pensate?

Pay per Laugh | TeatreNeu from edududu on Vimeo.

di Carlotta Di Falco