"Il corpo non dimentica" di Violetta Bellocchio, autobiografia di una dipendenza

Copertina di Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio
Copertina di Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio

Il corpo non dimentica di Violetta Bellocchio è un libro che ti arriva diretto in pancia, salta il cervello quasi subito dopo aver letto le pagine con gli occhi ma il significato si perde dai neuroni allo stomaco, se mi chiedete di raccontarvelo non sono in grado, eppure so di averlo letto. C’è il gambo di una rosa in copertina, con una spina che si stacca e ne segna il fusto, come un’esperienza che è passata ma lascia i segni sul corpo, perché lì è dove risiede la memoria che si è elisa dalla mente. Violetta Bellocchio è giornalista, scrittrice, autrice tv ed ha trentaquattro anni quando scrive il libro, ora un paio di più, ma dai venticinque ai ventotto anni ha un enorme vuoto di memoria: non sa cos’ha fatto, non sa dov’era, con chi era o meglio non lo sa coscientemente ma il suo corpo lo ricorda, forse meglio della sua mente.

Violetta Bellocchio - foto uff. stampa, credits Valentina Vasi
Violetta Bellocchio – foto uff. stampa, credits Valentina Vasi

In quegli anni è stata alcolista e dopo un percorso di disintossicazione assieme agli Alcolisti Anonimi (A.A.) ed una psicoterapeuta adesso non lo è più, o meglio, adesso è quella che nel gergo degli A.A. si definisce un alcolista passiva, come spiega Violetta nel libro, in un getto continuo di riflessioni e ricordi che si sovrappongono l’un l’altro. Perché per essere un libro che racconta di una perdita di memoria i ricordi di Violetta Bellocchio in realtà sono tanti, dall’infanzia fino al presente in un flusso di coscienza senza interruzioni, quello che emerge è il racconto personale – personalissimo – di un periodo di dipendenza dall’alcool e della pratica del binge drinking, il bere in maniera compulsiva fino a perdere conoscenza.
Il corpo non dimentica è un libro in tutto e per tutto umorale, che attraverso gli umori di flussi d’alcool, sangue e vomito racconta quello che è stato un passaggio nella vita di una persona, dall’inconsapevolezza-negazione di avere un problema alla presa di coscienza, all’improvviso, di un’auto-distruzione che andava fermata. Il punto di svolta è arrivato, senza riflessioni precedenti, senza avvisaglie, di punto in bianco la protagonista ha capito che andando avanti così molto probabilmente sarebbe morta.

Violetta Bellocchio - foto uff. stampa, credits Valentina Vasi
Violetta Bellocchio – foto uff. stampa, credits Valentina Vasi

Il corpo non dimentica è un libro non facile da raccontare per cui andrò per sottrazione: non è un manuale di auto-aiuto per alcolisti, non è una guida per uscire dall’alcolismo, non è l’apologia di chi si disintossica dall’alcool, non è un libro sulla rivelazione che arriva con la fede, non è un romanzo autobiografico che dà risposte “da chi c’è passato” ma se mai ti spinge a farti domande sulle tue, eventuali, latenti o conclamate, dipendenze.
(n.d.r. Mi appunto di chiedere a Violetta Bellocchio se vorrà raccontarci Il corpo non dimentica in una prossima intervista, ci sarebbero troppe cose ancora di cui parlare, tra testa e stomaco).

di Ilaria Danesi