Dopo 55 anni di silenzio il grande ritorno di Harper Lee

Atticus: “Se riesci a imparare una cosa sola, vedrai che ti troverai molto meglio anche a scuola. Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di vedere le cose anche dal suo punto di vista”.

Scout: “E cioè? “

Atticus: “Devi cercare di metterti nei suoi panni e andarci a spasso”.

Questa è tra le frasi celebri di uno dei libri culto del ‘900 Il buio oltre la siepe di Harper Lee che le valse il premio Pulitzer nel 1961.

Chi non ha mai letto almeno una volta Il buio oltre la siepe?
Io ero alle scuole medie quando mi fu assegnata la lettura di questo romanzo come compito delle vacanze. Ricordo che all’epoca la storia mi piacque molto, ma capì molto più tardi il vero senso del romanzo, tutta quella morale sociale antirazzista che ha messo in discussione gli Stati Uniti sulla questione dei diritti civili, mi arrivò a pieno solo in età adulta.

Perchè vi parlo Il buio oltre la siepe?
Perchè la notizia del momento è che il prossimo mese di luglio porterà alla luce un secondo romanzo della Lee, che ad aprile compirà ben 89 anni.
La casa editrice HarperCollins ha infatti annunciato che il nuovo libro si intitolerà Go set a Watchman, opera che la scrittrice avrebbe scritto negli anni ’50, ma che poi aveva preferito mettere da parte.

Il nuovo romanzo sarà lungo 304 pagine e ne saranno stampate inizialmente due milioni di copie, ma l’aspetto più interessante è che Go set a Watchman sarà una sorta di sequel de Il buio oltre la siepe, nonostante fosse stato scritto un po’ prima.
Come ha riferito la stessa autrice in questo libro si delinea ancor di più il personaggio di Scout, la giovane protagonista de Il buio oltre la siepe e una sorta di alter ego della stessa Lee da adulta.

Dal libro culto al grande ritorno

Locandina dal film "Il buio oltre siepe" - immagine da movieplayer.it
Locandina dal film "Il buio oltre siepe" – immagine da movieplayer.it

Il buio oltre la siepe, titolo originale To Kill a Mockingbird (Uccidere un usignolo), è stato tradotto in oltre 40 lingue, ha venduto 35 milioni di copie (se ne vendono moltissime ogni anno ancora oggi), nel 1962 ne è stato tratto l’omonimo film, diretto da Robert Mulligan con Gregory Peck premiato con tre Oscar e nel 1961 la storia dell’avvocato Atticus Finch che difende un nero accusato ingiustamente portò il Pulitzer all’autrice.
Tutto ciò la reso un libro culto del mondo occidentale, ma non la risparmiò da critiche e dicerie poco carine. Tra queste, vista la stretta amicizia con Truman Capote, l’insinuazione che quel romanzo non fosse stato scritto dalla Lee, all’epoca una sconosciuta impiegata di una compagnia aerea. Al contrario, pare che in realtà fosse stata proprio lei a fornire a Capote gli spunti per il suo A sangue freddo. Di fatto fu la stessa Harper accompagnò Capote sul luogo degli omicidi che hanno ispirato il romanzo A sangue freddo.

Harper Lee - foto da wikipedia.com
Harper Lee – foto da wikipedia.com

Nonostante il suo isolamento, rafforzato soprattutto dopo la decisione di andare a vivere in una casa di ricovero assistito, proprio nella sua Monroeville (Alabama), la Lee attraverso quell’unico grande libro non ha mai smesso di far parlare di sè.
Adesso dopo ben 55 anni da quella pubblicazione torna con il suo nuovo romanzo, non riesco ad immaginare il successo che potrà riscuotere, essendo un sequel del primo sarà impossibile non andare a comprarlo.
La scrittrice tramite la casa editrice ha affermato di essere sorpresa di questa pubblicazione così tardiva e ha poi aggiunto: “Del resto non mi ero accorta che questo manoscritto fosse sopravvissuto… adesso sono contenta che sia considerato degno di essere pubblicato”, e io aggiungerei, che noi lo siamo ancor di più di avere l’opportunità di leggere nuovamente una sua opera!

di Carlotta Di Falco