Janet De Nardis parla del Roma Web Fest: il futuro del cinema nasce dal web!!

Da oggi 27 settembre al 29 settembre 2013 al Teatro Golden di Roma si terrà la prima edizione del Roma Web Fest, ce lo racconta Janet De Nardis in questa intervista.

Janet De Nardis - foto concessa da Janet De Nardis
Janet De Nardis – foto concessa da Janet De Nardis

Ciao Janet, ti abbiamo già vista in moltissimi programmi televisivi, quest’anno sei impegnata nella direzione artistica del Roma Web Fest, un progetto alla sua primissima edizione, me lo racconti?

Il Roma Web Fest è il primo festival dedicato alle web series, ma per spiegartelo faccio un passo indietro.

All’inizio credevo fosse una follia, un qualcosa che ritenevo possibile ma che pensavo si sviluppasse in modo più lento. Sono stata a molti festival internazionali, Berlino, Toronto, Buenos Aires, Cannes, in tutti percepivo che il modo di comunicare stava cambiando, inizialmente i mercati si proponevano con teaser, in passato con il cartaceo, mentre in quel momento mi è capitato di vedere dei produttori che stavano vedendo delle web series che gli venivano proposte per parlare di possibili progetti cinematografici. Erano web series di successo, presentavano numeri di ascolto importanti, ma era un modo per dimostrare come il web possa essere un test per verificare quanto appeal può avere un prodotto cinematografico. Chiaramente parliamo di linguaggi differenti, cinematograficamente il prodotto web va poi trasformato.
Da queste esperienze, una volta tornata in Italia, mi sono chiesta perché non utilizzare questi bei prodotti per superare gli ostacoli del sistema di distribuzione cinematografico e televisivo?

Ed ecco come siamo arrivati fin qui.

Conferenza stampa del Roma Web Fest - foto concessa da Janet De Nardis
Conferenza stampa del Roma Web Fest – foto concessa da Janet De Nardis

Qual è il potenziale artistico delle web series?

Il potenziale è presente su vari fronti: il primo è che abbiamo dei giovani che si possono esprimere liberamente, senza i paletti che vengono imposti alla creatività continuamente e questo permette di andare a trovare le reali capacità di espressione. Altro aspetto importante è la possibilità di testare in maniera immediata la reazione del pubblico, cosa piace e cosa no, e inoltre è un mezzo che aiuta un mercato, come quello televisivo e cinematografico italiano che è rimasto seduto, a rinnovarsi attraverso un linguaggio che è più vicino ai giovani.

Attualmente è un format poco apprezzato in Italia, qual è l’ostacolo maggiore, la lingua o una piattaforma troppo giovane per il pubblico di massa?

Per un insieme enorme di motivi. Sicuramente rispetto al mondo abbiamo un rapporto con internet arretrato e una banda che non permette una fruizione decente. Inoltre c’è un retaggio culturale che fa sì che la generazione adulta rimanga legata all’ambito televisivo tradizionale, mentre è stato riscontrato che i giovani sono molto più interessati al web.

Poi chiaramente l’altro problema è la lingua, ma con le web series può essere superato.

Come? Pensare ad un prodotto di 5-6 minuti in inglese può essere un allenamento per arrivare poi a produrre un prodotto più importante. Fare il salto e pensare di creare da subito un prodotto di 2 ore è infattibile, non solo per una questione di lingua ma anche di pensiero, che cambia da una lingua ad un’altra.

Conferenza stampa del Roma Web Fest - foto concessa da Janet De Nardis
Conferenza stampa del Roma Web Fest – foto concessa da Janet De Nardis


Uno degli obiettivi del festival è quello di dare spazio e visibilità ai giovani autori e alle produzioni indipendenti, come renderlo possibile?

Il festival ha creato delle partnership internazionali con Los Angeles, Vancouver, Melbourne e Marsiglia, sono tutti web fest che hanno accettato una collaborazione tra i festival per dare la possibilità ai giovani filmakers di farsi conoscere. In questa prima edizione avremo il piacere di ospitare i direttori artistici di Los Angeles, Vancouver e Marsiglia, una bella opportunità.

Il festival si propone come uno spazio mediatico permanente dove proporre idee, presentare progetti e scoprire talenti: qual è la modalità di selezione nell’immenso contenitore del web?

Il festival nasce per rispondere a questa domanda. La prima cosa che abbiamo fatto è stato creare un sito per raccogliere i prodotti e farne una prima scrematura. La verità è che la maggior parte dei prodotti web non sono dei grandi prodotti, però ci sono molte buone idee e pochi prodotti ottimi.
Il festival è una vetrina che seleziona sia quello che piace di più al pubblico della rete, sia ciò che potenzialmente potrebbe essere sviluppato all’interno di un processo più maturo.

La selezione è avvenuta inizialmente con il voto del pubblico, poi con una seconda selezione affidata ad una commissione tecnica e infine i 38 finalisti sono stati giudicati da una giuria composta da registi, produttori etc etc.

Il festival ha anche fatto scouting, ci sono molti filmaker che non hanno i mezzi per produrre e noi abbiamo dato loro la possibilità di produrre dei teaser e di incontrare case di produzione importanti.

Ma sia ben chiaro, la possibilità non è solo per i filmaker, è anche per i produttori stagnanti che non producono più nulla di interessante. Le produzioni possono essere anche pensate sul web, alcune case lo hanno già fatto, basti pensare ad Indigo Film e alla sua Una Mamma Imperfetta.

Conferenza stampa del Roma Web Fest - foto concessa da Janet De Nardis
Conferenza stampa del Roma Web Fest – foto concessa da Janet De Nardis

Cosa ti ha spinta a sposare questa iniziativa così ambiziosa?

È ambiziosa, ma è cresciuta moltissimo. L’esperienza è pioniera, siamo secondi solo ai francesi. La cosa è nata con l’apporto di Maximiliano Gigliucci, Direttore Generale del festival, poi abbiamo Alessandro Di Francesco che si occupa delle relazioni internazionali, Annalisa Vacca che in RadioRai aveva un programma dedicato alle web series e moltissimi altri.
Mi preme sottolineare la collaborazione con Valeria Oppenheimer che si occupa della sezione moda del festival, un vero e proprio brand che abbiamo associato a un contest di fashion blogger che in questi giorni hanno realizzato dei flash fashion film con dei registi giovanissimi che presenteranno alla giuria fashion.

Janet De Nardis - foto concessa da Janet De Nardis
Janet De Nardis – foto concessa da Janet De Nardis


In veste di esperta e appassionata di comunicazione audiovisiva ti chiedo: quali sono gli elementi fondamentali per coinvolgere ed emozionare il pubblico?

Gli elementi sono: dare verità, ricercare l’emozione, non pensare troppo al target da colpire, ma pensare di raccontare una storia e dare un senso di epicità.
Il cinema italiano ha perso tanto perché è diventato senza eroi. Non si riesce più ad affezionarsi a nessun personaggio, nessun personaggio è portatore di niente, ma nemmeno di cose brutte: non sa più amare veramente, nessuno ha una verità che porta avanti veramente, tutto questo non crea patos.
Ci sono elementi fondamentali da rispettare, come nelle favole, tutto il resto ruota intorno.

In bocca al lupo, Janet!!

Il festival si avvale inoltre della collaborazione con BuzzMyVideos, incubatore internazionale di video maker di talento di YouTube, che sostiene il progetto del Roma Web Fest, offrendo a uno dei vincitori consulenza e servizi gratuiti per sei mesi per aiutare il canale a emergere su YouTube. BuzzMyVideos contribuirà inoltre alla gestione del canale YouTube del Festival coinvolgendo alcuni dei suoi oltre 900 partner italiani nella produzione di video contenuti, interviste e reportage.

di Carlotta Di Falco