Le canzoni più deprimenti di sempre? La classifica di NME

Recentemente NME ha stilato la classifica dei 100 pezzi più belli degli anni ’80, ora invece tocca ai 10 pezzi più deprimenti di sempre. Olè.
Ognuno di noi ha di certo la sua classifica personale riguardo i proprio pezzi più deprimenti “preferiti”, quelli da taglio-vena che risfoderiamo proprio quando siamo in un periodo NO. Io, per esempio, ne ho almeno una ventina, di cui la metà sono dei Cure che, con mio grande stupore, non compaiono tra queste dieci posizioni.
La classifica non si basa certamente sulle melodia musicale delle canzoni in questione, ma solo ed esclusivamente ai testi, teniamolo a mente.
La classifica è la seguente:
10. qui troviamo “Daddy’s gone” dei Glasvegas, che oltre a trovare deprimente onestamente ho sempre trovato anche alquanto bruttina. Eppure, il successo è arrivato proprio con questa “hit”, vallo a capire.
9.”Dancing on my own” di Robyn. Ora, è vero che la classifica non si basa sulla melodia, ma il testo è poi così taglio-vena? Secondo me no.
8. Bone Thugs-N-Harmony – ‘Tha Crossroads’
7. Peter Gabriel – ‘Mercy Street’
6. Frank Ocean – ‘Swim Good’
5. Bruce Springsteen – ‘The River’
4. Lou Reed – ‘The Kids’

Ian Curtis - Joy Division
Ian Curtis – Joy Division

Le canzoni sul podio

3. The Smiths – ‘This Night Has Opened My Eyes’:”In un fiume color piombo, immergi la testa della neonata/la avvolgi nel News Of The World/La scarichi davanti ad un portone, giovane ragazza/Questa notte mi ha aperto gli occhi/E non potrò mai più dormire” Posizione meritata.
2. Joy Division – ‘Love Will Tear Us Apart’. Premettendo che io amo follemente questa canzone, di certo Ian Curtis non poteva mancare all’appello.
Arriviamo alla prima posizione…Non sono sorpresa. La canzone la trovo meravigliosa, sia melodicamente che nel suo testo (da taglio-vena, ok, ma a me piacciono). Se non la conoscete vi lascio con il video, vi consiglio di ascoltare la canzone leggendo la traduzione (per chi ne ha bisogno). Poi ditemi se siete d’accordo o meno.


Ferito

Oggi mi sono ferito da solo/
Per vedere se ero ancora in grado di sentire/
Mi sono concentrato sul dolore/
la sola cosa reale/

l’ago fa un buco/
la vecchia familiare puntura/
che cerca di eliminare ogni cosa/
ma io ricordo tutto/

(Chorus)
Cosa sono diventato/
mio dolce amico/
tutti quelli conosco/
sono andati via alla fine/

e potresti avere tutto/
il mio impero di fango/
Ti abbandonerò/
Ti farò star male/

Ho portato questa corona di spine/
sulla sedia di coloro che mi mentono/
pieno di pensieri interrotti/
(che) non posso riparare/

sotto le macchie del tempo/
i sentimenti scompaiono/
tu sei qualcun altro/
Sono ancora qui/

Cosa sono diventato?/
il mio più caro amico/
tutti quelli che conosco/
sono andati via alla fine/

e potresti averlo tutto/
il mio impero di fango/
Ti porterò in basso/
Ti farò male/

Se potessi ricominciare/
a un milione di miglia da qui/
mi contrellerei/
troverei un modo/”

di Laura Manfredi