Le donne di Gomorra 2

 

A pochi giorni dal finale di stagione di Gomorra 2 (in onda martedì 14 giugno) non si può che restare con il fiato sospeso di fronte alle lotte per il potere dei Savastano e dell’Alleanza di Ciro. Se si sa già che una terza stagione è confermata, non ci sono certezze sulle sorti dei personaggi: questa seconda stagione di Gomorra ci ha abituato a non affezionarci troppo a nessun personaggio, facile preda della fame di sangue, vendetta e potere di o’sistem.

La seconda stagione di Gomorra è, se possibile, ancora migliore della prima. In mezzo a tanta ferocia viene spontaneo fermarsi a riflettere sulle figure femminili e il loro ruolo in un mondo così violento e maschilista per definizione. Uscita di scena nella prima stagione Donna Imma (Maria Pia Calzone), moglie del boss Pietro Savastano (Fortunato Cerlino), in Gomorra 2 assistiamo a due nuove presenze femminili sulla scena, tanto diverse tra loro quanto interessanti nel caleidoscopio dei personaggi maledetti di Gomorra. Donne forti, feroci, che hanno conosciuto violenza e sopraffazione e che, in alcuni casi, ne sono scappate o ne hanno fatto la propria bandiera.

Scianel

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Scianel (Cristina Donadio)

Donna Annalì (n.d.r. Annalisa) conosciuta come “Scianel” è a capo di una piazza di spaccio nell’Alleanza creata da Ciro Di Marzio nel vuoto post-egemonia del clan dei Savastano. Scianel è una donna forte tra uomini forti che vuole a tutti i costi il potere. È una fiera, una vera e propria iena, come dice lei stessa in una delle sue battute massime: “una iena è meglio di una pantera, la pantera è bella, ma non conta nulla, perché tra le iene quelle che comandano sono le femmine”.

 

Nella feroce lotta per mantenere il potere e passarlo al figlio Lelluccio, detenuto che esce di prigione, Scianel è una Medea dei bassifondi, una Lady Macbeth di periferia.

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Scianel (Cristina Donadio)

Cosa imparare da Scianel: L’assoluta fierezza con cui si aggira in un mondo di uomini spietati.

Cosa non imparare da Scianel: La cieca superbia, l’orgoglio smisurato e l’ottusa volontà di prevaricazione che non le fa vedere i disastri che può creare.

Patrizia

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Patrizia (Cristiana Dell’Anna)

Nipote di Malamore, braccio destro del boss Don Pietro Savastano, Patrizia (Cristiana Dell’Anna) è una ragazza che lavora onestamente come commessa in un negozio di abbigliamento. Quando Don Pietro evade di prigione lei diventerà, sotto invito “obbligo” dello zio, gli occhi e le orecchie del boss latitante: sarà il suo luogotenente invisibile tra i vicoli del quartiere, l’ambasciatore che in incognito si aggira nelle piazze dei rioni.

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Patrizia (Cristiana Dell’Anna)

Il personaggio di Patrizia è in bilico tra il dovere morale di provvedere ai fratelli minori a cui fa da madre e padre, per cui lavora 12 ore al giorno cercando di tenerli lontano dalla strada e la tentazione di avere anche lei quella fetta di potere e ricchezza con cui sistemare tutti i suoi cari.

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Patrizia (Cristiana Dell’Anna)

Tra lei e Don Pietro si instaura un rapporto ambiguo: inizialmente riluttante a compiere il suo lavoro, Patrizia diventa sedotta e corrotta dal lato seducente del potere, diventando a sua volta una consigliera per Don Pietro nelle strategie di lotta all’interno della piazza di Secondigliano.

Cosa imparare da Patrizia: Il coraggio, così come affronta da subito viso a viso Don Pietro senza piaggeria ne finto compiacimento. Gli fa capire che farà il lavoro per forza di cose e non per sudditanza o paura nei suoi confronti.

Cosa non imparare da Patrizia: La debolezza nel cedere alla seduzione del potere e della voglia di comando, il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo.

 

di Ilaria Danesi