Le migliori improvvisazioni sul grande schermo

 

E’ incredibile come alcuni dei momenti più memorabili dei film cult della storia del cinema siano stati frutto di una indovinata improvvisazione di un attore. Nulla da togliere agli sceneggiatori che, insieme al regista, sono gli artefici reali del risultato finale di un film sul grande schermo, ma alcune scene è come se nascessero da sole e un artista è in grado di capire quando è bene lasciare spazio alla creatività. Di seguito potete scoprire una serie di improvvisazioni che hanno decretato il successo di un film, tra passato e presente.

IL FUGGITIVO – “Non mi interessa”

Dopo che il latitante interpretato da Harrison Ford fugge dalla giustizia, cerca di convincere Tommy Lee Jones della sua innocenza e quest’ultimo riassume perfettamente la visione del suo mondo federale con la risposta: “Non mi interessa”. In realtà durante le riprese Jones ha improvvisato quella battuta che secondo la sceneggiatura doveva essere: “Quindi non hai ucciso tua moglie”. Se ci pensiamo comunque quella scena forse non avrebbe avuto lo stesso effetto.

Tommy Lee Jones nel film Il Fuggitivo
Tommy Lee Jones nel film Il Fuggitivo

LO SQUALO – “Avrai bisogno di una barca più grande”

Quando Roy Scheider mette per primo gli occhi sull’enorme grande squalo bianco nel film Lo Squalo di Steven Spielberg, barcolla in uno stato di shock e pronuncia la frase epica: “Avrai bisogno di una barca più grande“. Ma la cose folle è che Scheider in realtà ha improvvisato questa battuta numerose volte durante le diverse scene del film. Dopo ripetuti ritardi di produzione e il superamento del budget che ha messo a repentaglio l’intero film, la frase “avrai bisogno di una barca più grande” è diventata un pretesto per scherzare tra il cast e la troupe e Scheider ha iniziato a dare vita a varie gag in diversi momenti della lavorazione. Così alla fine il regista ha deciso di tenerla.

TAXI DRIVER – “Stai parlando con me?”

Nella sceneggiatura originale di Taxi Driver del cult di Martin Scorsese, c’è una scena in cui Robert DeNiro nei panni del tassista Travis parla a se stesso allo specchio. Non sembra una cosa speciale, eppure quel momento è diventato una perla della storia del cinema che si ricorda spesso ancora oggi. Scorsese ha lasciato libero DeNiro di improvvisare per questo dialogo e l’attore ha dato vita a questo celebre monologo di Travis Bickle, che ha reso il film un vero cult indimenticabile.

Lo Squalo di Steven Spielberg
Lo Squalo di Steven Spielberg

STAR WARS: L’IMPERO COLPISCE ANCORA – “Lo so”

Forse è stato questo il momento che ha fatto entrare Han Solo nei nostri cuori per sempre come l’ultimo ladro romantico del grande schermo. Quando egli sembra vicino alla morte, la Principessa Leila interpretata da Carrie Fisher, ammette il suo amore per lui e ricordate qual è la sua risposta? “Lo so”. Ma questa battuta di Star Wars: L’Impero Colpisce Ancora non era nella sceneggiatura e in realtà Ford doveva dire: “Basta che te lo ricordi perché tornerò“. Ma Harrison Ford se ne uscì con queste due parole sorprendendo anche la Fisher e George Lucas e i presenti si accorsero che funzionava.

CASABLANCA – “Alla tua salute, bambina”

Questo potrebbe essere il più famoso slogan nella storia del cinema. In realtà era un tormentone anche prima che Humphrey Bogart lo dicesse nel film Casablanca, poiché è questo slogan che ha ispirato l’attore a pronunciarlo durante le riprese. Questa frase infatti era un detto popolare che sembrava adattarsi perfettamente al personaggio e a quella scena. Ironia della sorte che non siamo più sicuri quale sia la verità, perché la battuta è diventata così famosa da Casablanca in poi che oggi nessuno sa davvero da dove proviene o qual era il contesto originale.

THE SHINING – “Sono il lupo cattivo!”

Difficile da credere, ma una delle più famose battute di film di tutti i tempi è venuta fuori nella sala di montaggio. Nel 1980 durante le riprese dell’adattamento cinematografico del romanzo di Stephen King, Shining, Jack Nicholson ha preso in prestito un verso della cultura pop, “Here’s Johnny! (Sono il lupo cattivo)“ come omaggio alla classica apertura del Tonight Show con Johnny Carson. Il problema era che il regista Stanley Kubrick aveva vissuto in Inghilterra tanto tempo e non aveva idea a cosa si riferisse Nicholson quindi gli è sembrato strano. Poi l’attore gli ha spiegato meglio e quel momento è diventato tra i più iconici del film.

IL CAVALIERE OSCURO – Heath Ledger, Joker

Molta gente non aveva la minima fiducia in Heath Ledger quando il regista Christopher Nolan lo aveva scelto per fare il suo Joker ne Il Cavaliere Oscuro, ma l’incredibile impegno del giovane attore è stato impeccabile e ha regalato un personaggio perfetto e inquietante. Il regista ha raccontato che Ledger ha improvvisato almeno un paio dei momenti più memorabili del film. Dopo che Joker viene arrestato dal Detective Jim Gordon, il sindaco di Gotham si ferma in prigione per vedere il famoso criminale di alto profilo e promuove Gordon a Commissario. Quando gli ufficiali nella stanza cominciano ad applaudire, restano sorpresi dall’improvvisazione di Ledger che resta perfetto nel suo personaggio inquietante mentre lentamente e con sarcasmo comincia a battere le mani per la promozione di Gordon.

 

IL LUPO DI WALL STREET – Il rituale del pranzo

Quando sei Martin Scorsese e hai schierato un cast stellare come quello de Il lupo di Wall Street, ti puoi permettere di giocare più volte con la sceneggiatura. Un certo numero di scene viste nel montaggio finale infatti contengono momenti di pura improvvisazione, come la memorabile sequenza in cui Matthew McConaughey e Leonardo DiCaprio si incontrano per il pranzo in un ristorante di lusso e finiscono per impegnarsi in un rituale bizzarro che coinvolge una strana canzone mentre si battono i pugni sul petto. Come si è visto, questa scena non era nella sceneggiatura, ma era una cosa che McConaughey ha usato fare nella realtà per molti anni. ”Era una cosa che facevo prima per rilassarmi” ha detto McConaughey in un’intervista. “E’ stata un’idea di Leonardo portarla in scena e quando l’abbiamo provata siamo stati felici di averlo fatto”.

di Letizia Rogolino