Leslie Abbadini: la voce femminile di Davide Van De Sfroos

Leslie Abbadini - foto di Matteo Zanga
Leslie Abbadini – foto di Matteo Zanga

Il temperamento fiero, la pelle ambrata e la voce profondamente soul sono il frutto del connubio tra un bergamasco doc e una bellissima capoverdiana: conosciamo Leslie Abbadini, voce femminile di Davide Van De Sfroos.

Ciao Leslie, come nasce la tua passione per la musica?
La mia passione per la musica credo sia nata nel momento stesso del mio (non troppo immacolato immagino) concepimento!
Mi piace pensare che ci fossero pensieri dolci, pensieri musicali nelle teste e nei corpi dei miei genitori in quel momento, e che quindi parte della musica sia nata lì.
La musica è da sempre parte di me, c’è musica anche nel mio stesso nome, ma a prescindere da questo particolare, non sarei Leslie se essa non fosse una caratteristica che mi definisce anche e soprattutto a livello umano.
È un’impronta che mi sono trovata modellata addosso, donata da qualcuno che ha scelto me: quel qualcuno deve avermi amato davvero tantissimo per decidere di lasciare una cosa così bella proprio nelle mie mani, nella mia gola anzi… E per questo provo moltissima gratitudine!

Leslie Abbadini - foto di Matteo Zanga
Leslie Abbadini – foto di Matteo Zanga

Sei giovanissima, ma hai già un percorso lavorativo interessante, me lo racconti?
Ho iniziato a cantare sui primi palchi quando avevo 9 anni, ero un pò la mascotte dei concorsi musicali, e riuscivo anche a vincerli, nonostante l’età!
Ho fatto davvero di tutto, dalla prima band pop-rock a 13 anni alle serate di animazione.
Tutt’ora, nonostante i nuovi progetti, continuo a presenziare a matrimoni e concerti sacri con il mio Trio NuovArmonia di cui vado molto fiera, nel quale la chitarra di Lorenzo Fugazza e il violino di Agata Borgato danno pregio a quel tipo di situazione musicale che è davvero unica nel suo genere.

Tu che ti stai costruendo una strada tutta da sola, cosa ne pensi dei talent?
Se devo essere proprio schietta e sincera, non li seguo mai, ma
credo che rappresentino una strada alternativa che va tentata perché danno una maggiore visibilità e la possibilità di accedere a palchi importanti.
Ammetto di averci provato anche io, nonostante non sia una fan di questo tipo di show, ma ho avuto scarsi risultati.

Leslie Abbadini - foto di Matteo Zanga
Leslie Abbadini – foto di Matteo Zanga

Negli ultimi anni hai portato avanti il progetto di Illegal Shakira, una cover band tutta dedicata alla regina colombiana della musica pop, come nasce la tua passione per lei?
Avevo voglia di sperimentare una certa sfrontatezza, forza e sensualità sul palco, tutte caratteristiche che sembravano quasi non appartenermi; ma mi serviva anche il genere adatto, quello che potesse permettermi di esprimere anche quelle sfumature che seppur meno evidenti in me, sapevo essere celate da qualche parte.
Mi son chiesta: chi meglio di Shakira incarna il tipo di energia che voglio portare in uno show?!?

Leslie Abbadini in versione Illegal Shakira - foto di Matteo Zanga
Leslie Abbadini in versione Illegal Shakira – foto di Matteo Zanga

La potenza scenografica di costumi e coreografie, la seducente danza del ventre, le sonorità insolite e accattivanti che mescolano diverse culture e generi musicali, passando da ritmi latini ad altri afro-orientali con una dinamicità impressionante… mi incuriosiva molto la grandiosità dei suoi spettacoli e ho voluto ricrearla a modo mio. I risultati sono stati stupefacenti, e le soddisfazioni per un progetto di questa portata sono state in un certo senso senza precedenti, anzi, hanno superato le aspettative!

Ma veniamo ad oggi. In questi ultimi mesi sei la voce femminile del tour di Davide Van De Sfroos, come è nata la vostra collaborazione? E poi, com’è condividere il palco con lui?
Ho conosciuto Davide tempo fa, un incontro di grande valore sia dal punto di vista artistico che umano. Dopo qualche anno, cercava una nuova corista, e avendo sentito la mia voce, e ricercando particolari sonorità, mi ha proposto di affiancarlo nei suoi concerti.
Era molto entusiasta della vicinanza dialettale che il Bergamasco (o la lingua orobica come la definirebbe lui) aveva col Laghée, e della conseguente facilità di adattamento della mia pronuncia ai suoi suoni; inoltre era molto colpito anche dell’effetto delle nostre due voci combinate che creava quel sound alla Simon & Garfunkel che cercava da tempo.

Leslie Abbadini e Davide Van De Sfroos - foto di Giuliano Ruggeri
Leslie Abbadini e Davide Van De Sfroos – foto di Giuliano Ruggeri

Ho molta stima di lui, trovo che sia geniale nel fare quello che fa e i suoi testi mi fanno tremare le gambe tanto sono belli; Che dire, è un mentore per me, qualcuno da cui c’è moltissimo da imparare, e se dovessi scrivere (cosa che negli ultimi anni sto tentando di fare) è di certo a lui che mi ispirerei!
Quindi, dire che sono onorata che mi sia concesso di condividere il palco con lui è un eufemismo!

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Come disse una volta qualcuno: “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, e questo è quello che spero per il mio futuro, continuare a fare qualcosa di speciale col mio dono.

Per ora la mia voce è orgogliosa di affiancare sui palchi internazionali quella di Davide Van De Sfroos, e spero rimanga almeno per un pò anche il mio futuro.
Comunque sia una cosa è certa: il mio futuro è ovunque sia il mio cuore, perché è proprio nella voce che parte del mio cuore va a rifugiarsi… ed io vi aspetto lì, con un bel sorriso e con chissà quale canzone in tasca!

Leslie Abbadini in concerto - Foto di Andrea Rizzotto
Leslie Abbadini in concerto – Foto di Andrea Rizzotto

di Carlotta Di Falco