Masterchef Italia: il riassunto della settima puntata

La settimana puntata - foto Masterchef.Sky.it
La settimana puntata – foto Masterchef.Sky.it

Puntata intrigante quella di ieri sera, giocata sul logorio psicologico dei concorrenti in gara, del pubblico da casa e non solo. Ma andiamo per ordine. In studio aleggia una certa puzza di scoglio e sollevata la Mystery box si rivela una tavolozza di frutti di mare: vongole, fasolari, cannolicchi, telline e cozze ma un frutto di mare svetta su tutti: Almo il pugliese. L’ex carabiniere afferma di essersi svegliato proprio allora, di essere lì come per la prima volta e mentre le vongole si aprono Joe Bastianich mette zizzania tra Federico ed Enrica come una portinaia di paese, Almo nel suo solipsismo (forse l’Ascot troppo stretto gli impedisce il corretto afflusso di sangue al cervello) continua a cantarsela e suonarsela, sentendosi la vittoria in tasca perché secondo lui “i frutti di mare sono un piatto pugliese”


Alla fine però il training autogeno di Almo ed il suo Ascot pagano, perché vince la prova della mystery box, conteso da Enrica (confermata eterna seconda) e Michele “cannibale” motociclista che non taglia il traguardo. Almo che fa il bell’addormentato in dispensa vince un doppio vantaggio nell’invention test: è esentato dal partecipare e potrà comporre le due squadre per la prova esterna, una sotto il suo comando. Ma se Almo non dovrà cucinare all’invention test, altrettanto sarà per i suoi compagni, con lo sgomento generale degli stessi che mandati in piccionaia dai giudici temono di essere rimpiazzati dagli avanzi di Masterchef Australia. Ecco che come una buona ribollita, insaporita dalla seconda ripassata, compaiono gli ultimi sei concorrenti eliminati: Giorgio, Jessica, Beatrice, Michele (Guida), Laura e Ludovica. È la seconda occasione, la second cens come la chiama Joe Bastianich, con una inspiegabile pronuncia da corso online di lingua inglese: uno degli eliminati potrà rientrare in gara preparando il “piatto migliore della loro vita”. Dalla piccionaia arrivano commenti lusinghieri sugli ex-colleghi e il loro potenziale rientro in gara.


Beatrice straparla di fronte a Carlo Cracco che la invita al silenzio mentre Laura civetta con chef Barbieri in mise da Studio 54 (la sua camicia leopardata avrebbe fatto aprire la fila al buttafuori e dire “tu, col leopardo, sei dentro”) ma chiacchiere a parte i migliori sono Beatrice e Michele. Nella prova successiva dovranno preparare dei cannelloni al forno in 45′ che verranno giudicati dai loro ex-compagni di squadra. Per impedire eventuali imparzialità (se mai se ne fossero presentate!) i piatti verranno giudicati “alla cieca”: i cannelloni di Beatrice contrassegnati dalla lettera X e quelli di Michele dalla Y. Il boccone più amaro toccherà ad Eleonora, involontaria complice della vittoria di Beatrice, i cui cannelloni vincono per 8 voti (uno di Eleonora) a 2 su quelli di Michele.

Beatrice, euforica ed ipercinetica sale zompettando in piccionaia accolta dall’entusiasmo dei compagni, pari a quello di un abbattitore termico e di Eleonora, che tutto sommato potremmo dire l’abbia presa bene.



La prova in esterna si svolge in Toscana, nella Maremma, dove i tre giudici di Masterchef arrivano a cavallo come veri mandriani da carne in scatola. I concorrenti dovranno preparare una grigliata mista per i butteri della Maremma accompagnata dalla zuppa all’acquacotta, specialità toscana. Almo (il risvegliato) compone le squadre e i giudici gli comunicano una variazione inaspettata: scegliere un componente della sua squadra che andrà direttamente al pressure test oppure andarci lui stesso. Almo ci manda Alberto, ormai Senior member del club “Abbonàti al pressure test” ma a molti Tuitteri la cosa non va giù.

Nella squadra blu, capitanata da Salvatore, regna il caos: parolacce degne della tradizione contadina toscana, Marco insubordinato agli ordini di Salvatore, Rachida sopra tutti che urla e sbraita inviando vibrazioni positive a tutto il flusso di Twitter.

Vince la squadra rossa, mentre per i blu è la disfatta. I giudici riprendono i perdenti come scolaretti per le continue litigate e per contrappasso dovranno designare uno tra loro che si salvi dal pressure test, dando prova del “volemose bene” di squadra. Non senza difficoltà salvano Emma, mentre Beatrice appena rientrata in gara vorrebbe salvarsi per la sua acquacotta “decente”. La prova del pressure test è cucinare quante più omelette possibili da un uovo di struzzo, previa dimostrazione dell’omelette perfetta da parte di Carlo Cracco, ormai adorato dal pubblico femminile anche quando prende a martellate un uovo gigante.

Il primo a finire è Salvatore con 8 omelette ma due vengono scartate dai giudici e la contesa finale è con Marco, mentre Alberto, Beatrice e Rachida sono salvi (si, anche Rachida). Le omelette peggiori sono quelle di Marco, che abbandona la cucina di Masterchef Italia con la sua fascia per capelli alla Flashdance, lasciando un vuoto indefinibile nel cuore del pubblico.



Un’altra puntata è trascorsa senza dare risposta ai soliti interrogativi del pubblico della social tv di Twitter…Quando? Quando… sarà il suo momento? Quanta fortuna può ancora avere? Ce la troveremo in finale? E voi, quali risposte vi siete dati?

di Ilaria Danesi