Masterchef Italia 3: vince Federico, perde la diretta tv di Sky

Masterchef, la finale
Masterchef, la finale

Sembrava ieri quando Rachida pronunciava in lacrime il suo primo “Grazii! Graziii!” e da allora quanti mappazzoni sono stati serviti, quante R mosce di Beatrice abbiamo dovuto sopportare, camice freak di Bruno Barbieri da commentare, sguardi glaciali di Carlo “Zoolander” Cracco da cui farsi ammaliare, quanti piatti lanciati da Joe Bastianich puliti alla perfezione per arrivare a conoscere il vincitore di Masterchef Italia 3: Federico Ferrero.
E’ successo ieri sera, per Enrica, Almo e Federico tutto comincia con una mystery box che racchiude il libro di ricette del vincitore di Masterchef, ciascuno dei concorrenti trova l’edizione con se stesso in copertina: Almo Bibolotti in versione Luis Miguel, Enrica della Martira con l’appeal di Suor Germana e Federico, mai troppo diverso da Federico “Ned Flanders” Ferrero.

E’ lo spunto per la prova della mystery box, creare un piatto a piacere, di qualsiasi tipo, degno di finire nel potenziale libro del vincitore. 60′ per la mystery box della semifinale, goduria pura per i concorrenti con la massima libertà di scelta ed espressione con il piatto della semifinale. Federico con “Sbrisolona di cozze con crema al cocco” (cozze di Olbia gratinate), Enrica con un “Bellini di mare” (capesante e scampi su bisque di pesche frullate) ed Almo con “Incontro a metà” strada (polpo, burrate e gazpacho). Il vincitore della ultima mystery box di Masterchef Italia 3 è Almo, che si guadagna il vantaggio nell’invention test mentre urlava di gioia, pensando di essere passato direttamente in finale.

In dispensa ci sono tre cloche a tema “osteria” portate da grandi osti della tradizione italiana: Mauro Lorenzon de La Mascaretta con sarde in saor, Miriam Leonardi de La Buca con tortelli di zucca burro e parmigiano, Federico Valicenti de La Luna Rossa con la trippa risottata. Almo sceglie per sè le sarde in saor, per Enrica trippa risottata e i tortelli per Federico, con l’intenzione di mettere in difficoltà Federico (poco abile nella preparazione della pasta) e favorire Enrica, concorrente meno temuta da Almo. E’ il teorema di Almo-paraculo, che spiega ai giudici motivazioni opposte (“penso che questo piatto sia alla sua altezza) all’insegna del Tutti insieme appassionatamente di Julie Andrews. Durante la prova ogni concorrente può chiedere l’aiuto dell’oste per 5′ ed a turno Enrica, Federico ed Almo approfittano delle loro consulenze. E’ qui che Miriam Leonardi fa impazzire la rete per la sua simpatia e spontaneità, mentre bistratta i giudici, si immedesima nella gara con Federico e dà al genere maschile in toto dei “figli di buona donna”.

Dopo l’assaggio passano in finale Almo che esulta – questa volta a ragion veduta – e Federico, non abbattuto dalla strategia paraculista di Almo. Enrica da eterna seconda esce come terza, ad un passo dalla finale e se ne va cavalcando verso il tramonto.
Nella finale Almo e Federico hanno preparato due menu a testa da sottoporre ai giudici: viene scelto per Almo fregola sarda in guazzetto di frutti di mare, il petto d’anatra Canette De Barberie con salsa di ciliegie e foie gras e budino di fragole al pepe bianco e pepe di Sichuan. Per Federico gamberi d’Oneglia all’aglio rosso e fagiolina del Trasimeno, polpo all’orientale e composta di limoni di Amalfi con crema allo yogurt, menta e basilico. Non dovranno cucinare solo per i giudici (come sempre a Masterchef) ma anche per tutti i loro ex-compagni che entrano in studio lisciati e azzimati con la sicumera di vip al galà dei Telegatti. Mentre Barbieri ammalia Laura e Bastianich lusinga l’abito lungo di Enrica, ecco un’altra sorpresa: Almo e Federico possono scegliere un ex compagno come sous chef per aiutarli nella prova; Almo sceglie Enrica e Federico Eleonora. Arrivano altre due ospiti a sorpresa a cena: Giovanna, la moglie di Almo e Marina, una cara amica di Federico. La durata della prova è 2 h. 30′ per la preparazione di 11 piatti ciascuno ed 1 h. per il servizio. Una volta assaggiati entrambi i menu i giudici si esprimono: la fregola di Almo non era eccezionale ma comunque buona mentre i gamberi e fagiolini di Federico non erano all’altezza; degni di alta ristorazione entrambi i secondi (petto d’anatra e polpo all’orientale) mentre se il budino di fragole di Almo è scadente, il dessert di Federico è semplicemente strepitoso.

E’ quasi un pareggio ma ci sono dettagli che faranno la differenza, i giudici scrivono il nome del vincitore sulla fatidica busta e congedano i finalisti, attesi da un’auto della produzione che li porterà alla diretta tv dai Magazzini Generali di Milano. Qualche mese dopo, risolti gli evidenti problemi del gps in avaria delle autovetture di Sky, Almo e Federico finalmente arrivano in studio, dove trovano gli ex compagni di gara con i medesimi vestiti ed acconciature di mesi prima, ed i tre giudici che sotto il vetrino spietato della diretta tv hanno mostrato le loro lacune da show men. Insomma saper fare l’oste non implica saper fare anche l’host ed i tempi tv si allungano come un sautè di cozze annacquato, tra un tentativo di battuta dei giudici ed uno scambio di pareri con gli ex concorrenti congelati in balconata.


Al culmine del pathos e dopo un doppio lentissimo annuncio Carlo Cracco finalmente proclama il vincitore, Federico Ferrero che esulta con il calore di un sushi roll. E’ il dottorino saccente il terzo Masterchef d’Italia che vince centomila euro e la pubblicazione del proprio libro di ricette.
Lo vedremo prossimamente in interviste e programmi tv, una volta toltisi i coriandoli e lo champagne dagli occhiali, mentre la festa impazza sul palco dei Magazzini Generali nella miglior tradizione di un farsesco veglione in tv.

di Ilaria Danesi