Musica maestro: suoniamo la Milano Fashion week!

Chi pensa che le sfilate di moda siano un mero via vai di modelle e abiti si sbaglia: sono un vero e proprio show, accuratamente studiato e scenografico. La moda non è un’arte indipendente e astratta, ma associata sempre a un’idea concreta, un mood, attraverso colori, tessuti, materiali, trucco, acconciature.

Last not but least: la musica, che da un ritmo all’estro creativo degli stilisti. Mettete le cuffie e lasciatevi trasportare nel clima della Milano Fashion week a passare la musica ci pensa la redazione di Bigodino!

Il fil rouge che lega questa edizione il vintage, che esplode in un incrocio di tendenze, il grunge che incontra l’etno, il glam che attinge agli anni 80.

Torn (Redux) – Nathan Lanier

Alberta Ferretti sceglie tessuti leggeri e musiche imperiali, atte ad esprimere tutto il fasto della passerella, impresso in stoffe preziose e gioielli altisonanti.

Protagonisti piume, velluti, trasparenze e infine Gigi e Bella Hadid che rubano per alcuni minuti la scena alla sontuosità degli abiti.

Friday i’m in love – The cure

Non m’importa che il lunedì sia triste che il martedì sia grigio e anche il mercoledì, il giovedì non m’importa di te, è il venerdì che sono innamorato”.

Una canzone briosa e scanzonata per salutare la platea e una dichiarazione d’amore implicita per Alberta Ferretti: essere innamorata della moda, ogni giorno.

Bout Dat Life – Da Blast

Una donna decisa e disinvolta che si muove, androgina, sulle note di bout dat life, con lo sguardo dritto alla meta.

In carriera di giorno, avvolta da blazer vichy, fetish la sera, dove applicazioni, paillettes e borchie si susseguono, incalzanti, come un climax crescente di drammaticità.

Questa è la donna immaginata da Fay.

Blue Hotel – Chris Isaak

Un silenzio attonito scavato nella musica il lungo intro di Blue Hotel che apre la passerella di n.21 e cede brevemente il posto ad atmosfere languide e un viaggio ricco di contaminazioni, lungo decenni diversi.

Summertime sadness – Lana Del Rey

Un viaggio in avanscoperta di tessuti e materiali su una passerella buia e fredda quella rappresentata da Cristiano Burani, con il sottofondo suadente di Lana Del Rey, un campo ancora tutto da esplorare come un territorio lunare.

I’m born child (African Skies) Ezio Bosso

L’opulenza del velluto e della seta, tinte sgargianti, che ricordano il continente nero e le spezie, quelle evocate ancora da Cristiano Burani, con la colonna sonora di un’insigne compositore come Ezio Bosso.

Makeba- Jain

Il viaggio di Cristiano Burani alla Milano Fashion week 2017 non si ferma, sperimenta terre lontane e le sposa con geometrie futuriste, linee morbide, righe verticali e ampio uso di cerniere a sugellare una donna esotica e cosmopolita, che non rinuncia alla modernità.

Sway in stones- Sebastien Tex

Una donna sportiva che non rinuncia all’eleganza e all’eclettismo, quella che sfila con le note di Sway in stones, per Grinko.

Non ha un preciso indirizzo la collezione, ma raccoglie suggestioni diverse, dalla seduzione alla comodità, ed un imprinting techno, come la musica che sceglie.

Too Funky – George Michael

Un ritmo funk e la voce inconfondibile di George Michael per Moschino che mette in scena una città cosmopolita dove passato, presente e futuro s’incrociano in una ricercatezza estrema di tessuti e materiali.

Dalla donna metropolitana a quella in carriera, sfiorando concettualmente gli anni 20 ed il bourlesque, senza rinunciare all’ironia che caratterizza la griffe.

Couture is an attitude!

De La Meme façon- Batlik

Note leggere e leggiadre come lo stile che distingue Vivetta, accompagnano lo spettacolo, colorato e fanciullino, in tutt’uno con la natura.

Un’allegoria che vede la donna in completa armonia con la propria indole femminile, in questo caso ad agio e a tempo nei propri panni.

Ritratto d’autore- Ennio Morricone

Le musiche di Morricone seguono il passo delle modelle come le scene di un film, un “ritratto d’autore” che firma la collezione di Fendi, femminile, raffinata, senza tempo e un po’ retrò, proprio come una pellicola d’altri tempi.

Go- Peter Tong

Una donna un po’ Angelo e un po’ imperatrice, quella immaginata da Genny, che non rinuncia alla propria sensualità, felina nel suo passo spedito, mostrando il fascino discreto dell’eleganza.

Things- Robbie Williams

Eterna e contemporanea la proposta di Emporio Armani che predilige il black and white, con qualche sporadico schizzo di rosso, viola e amaranto.

Uno stile intramontabile che sa farsi notare, senza eccedere.

Kapteinens Skjegg – Biørn Torske

Una donna algida e disinvolta, magnetica nelle sue vesti sontuose, che evocano il freddo dei paesi scandinavi, la collezione di Max Mara, che sceglie non a caso Torske, produttore house norvegese, per accompagnare lo spettacolo

di marilu.briguglio