Nina Moric e le accuse di Selvaggia Lucarelli

 

 

La vicenda è ormai nota a tutti.
Tutto ha avuto inizio quando Nina Moric, durante una conversazione con un ragazzo disabile, Manuel Pecchenini, ha risposto a dei suoi commenti in maniera poco felice. Augurandogli addirittura la morte.
A far notare la questione è stata Selvaggia Lucarelli che sulla sua pagina Facebook ha riportato esattamente lo scambio di messaggi.
Da lì è nato un caso mediatico, la Moric è finita nel centro del gossip e pare sia l’unica persona realmente distrutta da tutta questa situazione.

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Per difendersi dalle accuse la modella ha pensato bene di presenziare al programma di Barbara D’Urso, Pomeriggio 5, e di far parlare in sua difesa il fidanzato, Luigi Mario Favoloso.
Costui ha dichiarato che l’account Instagram di Nina è stato hackerato e che quelle risposte dirette al ragazzo non partivano dalla Moric, ma da qualcun altro.
Poi ha continuato accusando l’unica responsabile di tutta questa situazione: Selvaggia Lucarelli, per l’appunto.
Secondo la Moric, Selvaggia in quanto mamma non avrebbe dovuto accusare un’altra mamma… (ma perché?)

E ieri sera la Lucarelli ha risposto senza troppi peli sulla lingua.

“Oggi hanno inaugurato la nuova stagione di Pomeriggio 5 parlando (anche) della sottoscritta. Ma soprattutto, è andato in onda un siparietto meraviglioso, un concentrato di autenticità che non si vedeva dall’intervista di Ruby Rubacuori ad Alfonso Signorini. L’ospite era il fidanzato di Nina Moric, giustamente invitato in trasmissione per meriti acquisiti sul campo, e cioè essere appunto il fidanzato di Nina Moric. E non solo.
C’era un secondo merito: era il fidanzato di Nina Moric invitato in studio per difendere la fidanzata che ha fatto una cosina così, trascurabile. Tipo scrivere “crepa” a un ragazzino sulla sedia a rotelle. Era giusto, sia da un punto di vista umano che giornalistico, affrontare questa faccenda schierandosi dalla parte debole della vicenda, quella più fragile, quella che ne ha sofferto di più: la Moric ovviamente. Pare che domani a Pomeriggio 5 ci sara’ ospite una nipote di Priebke a dire che Priebke era una brava persona e che il nazista era uno che gli ha rubato il passaporto. Comunque. Dopo aver fatto finta di cadere, la D’Urso finge altre 61662 cose: intanto di non sapere che questa storia l’ho tirata fuori io e quindi fa una bella supercazzola iniziale dicendo che “tutti tutti i siti più importanti ne parlano” (cosa per giunta falsa, perché è stata ripresa relativamente poco). Fin qui poco male. Visto che ovviamente non mi legge, figuriamoci, riferitele che io ci tengo proprio a non essere citata nei suoi programmi. Vorrei anzi che firmasse un impegno scritto in cui giura di non occuparsi dei cazzi miei pure se mi fidanzo con Ryan Gosling o vengo uccisa a coltellate, gettata in un pozzo e ritrovata cadavere su un’anguria messa al fresco.
Andiamo avanti. Il tizio dice che Nina è distrutta dal dolore perché lei mai e poi mai avrebbe scritto quelle cose. Figuriamoci. Le hanno rubato l’account. La conduttrice, sulla cui fronte lampeggia la scritta “ah cazzaro” annuisce. Per quel poveretto sulla sedia a rotelle neanche mezza parola. Mai un “pensa quanto sta male il ragazzino”. Nulla. Il fidanzato, la cui arringa è convincente quanto il biondo della Moric, dice che la colpa di tutto è della Lucarelli. La D’Urso lo guarda come se lui, dal nulla, avesse detto “culo tette pisello”. È attonita. Lunghi silenzi. La tesi per cui sarebbe colpa mia è che “se sono giornalista dovrei verificare prima di scrivere”. Cioè, noi giornalisti prima di commentare quello che i personaggi pubblici scrivono sui loro social dobbiamo prima contattare il personaggio, poi Instagram e poi la polizia postale e dopo un paio di anni, se ci confermano l’identità, eventualmente commentare. Mi pare ragionevole. A quel punto il fidanzato della Moric ribadisce che è colpa mia e che poi non dovevo farlo perché sono una madre. Anche qui non ho ben capito. Noi madri non possiamo scrivere di altre madri?
Le uniche attaccabili se scrivono crepa a un ragazzino sono le sterili? E se il figlio è adottato? Se è affidato ai nonni? La D’Urso a quel punto non può far finta di non sentire il mio nome e allora balbetta “bah, io non sapevo da dove arrivasse questa storia…” e allora siccome s’è rotto le palle pure lui della manfrina replica: “Dai lo sanno tutti che questa storia l’ha tirata fuori la Lucarelli”. Panico. “Non lo so, comunque poi uno si assume le responsabilità di quello che dice”. Cioè, secondo la D’Urso, che ovviamente non s’è bevuta un secondo la storia del furto dell’account, io mi dovrei assumere la responsabilità di quello che un personaggio pubblico scrive su un suo social. Non fa una piega. Quindi io sarei responsabile pure dei suoi selfie con la bocca a culo di gallina. Se è così arrestatemi, lapidatemi, fate qualcosa ma fermatemi. Naturalmente il tizio dice con vaghezza che è stata sporta denuncia e “Saluta tanto Nina”. Ora. Cara Barbara, a me non frega una cippa della scorrettezza nei miei confronti, però siccome mi sono stancata di vedere gente orribile trattata con i guanti bianchi per due punti di share e la finta scema con me non la fai, ti metto in fila le ragioni per cui quelle cose le ha scritte di suo pugno Nina Moric, così fare la finta scema la prossima volta sarà complicato: se uno ruba un account non si vede perché debba andare a insultare un commentatore a caso e nello specifico un ragazzino sulla sedia a rotelle. Non andare sulla bacheca di Belen e scriverle “culona argentina tornatene nella pampa! “, no. Il ragazzino disabile. Se uno ruba un account è bizzarro che scriva col tuo stile, usando il tuo linguaggio e facendo addirittura i tuoi errori. Nina in alcuni commenti passati scrive regolarmente “fottiti” e “stolking”, il suo hacker ha scritto “fottiti” e “stolker” al ragazzino. Nina non ha un registro diverso solitamente. Sono stata inondata di screenshot di sue risposte a commentatori in cui insulta, dice parolacce. Nina, a me, dopo questa storia ha scritto pubblicamente “cagna in calore a buon rendere”. Se ti rubano un account e sei onesta, vai tu a difenderti, porti copia di denuncia e tiri giù un gran casino, dicendo che aspetti solo di poter portare le prove per toglierti l’onta di dosso. La verità Barbarella è che nessuno ha fatto e farà denuncia perché sarebbe un’autodenuncia. E tu lo sai molto bene. Così come sai bene che quel siparietto era dedicato alla difesa della gentaglia anziché a quella di un disabile inghiottito da questo casino mediatico. Allora facciamo che al povero Manuel chiedo scusa io. E gli chiedo scusa non perchè gli sono toccati gli insulti di una frustrata alla deriva, ma perché in una vita già non facile gli sei toccata pure tu”.

 

di Eliana Avolio