Brunori sas apre i concerti di Ligabue: ed è subito polemica!

Brunori sas in concerto - Foto Facebook ufficiale
Brunori sas in concerto – Foto Facebook ufficiale

C’è aria di polemica nlla musica “indie” italiana per Brunori s.a.s. che aprirà i concerti di Ligabue il 30 maggio allo Stadio Olimpico di Roma e il 06 giugno al San Siro di Milano. Il virgolettato per indie è d’obbligo, trattandosi di un concetto musicale-editoriale talmente vulnerabile a molteplici interferenze capaci in un attimo di ridisegnarne i contorni: collaborazioni con artisti mainstream, contratti con etichette un po’ più grandi dell’autoproduzione, lavori per campagne pubblicitarie, partecipazione a talent show ecc…sono elementi che possono macchiare l’immacolata fedina del musicista indie. Tornando al caso di Brunori s.a.s. ed il suo indiscusso leader Dario Brunori che apriranno per il Liga nazionale, mi preme farvi sapere che chi vi scrive ha già scagliato la sua prima pietra di “venduti!” anni or sono, quando ancora si scrivevano lettere di carta e inchiostro, c’erano le fanzine e la musica si ascoltava nel walkman su cd e cassette. Scrissi una vibrante lettera di protesta al fan-club dei Negrita, ai tempi dell’album Cambio, per aver partecipato ad una trasmissione musicale del sabato pomeriggio sulla Rai tv. Potrete immaginare il mio sdegno di giovane fan nel vedere il nuovo rock italiano cantare e suonare in playback in un salotto commerciale della tv nazionale.

Ligabue a Campovolo, 2011 - foto Facebook ufficiale
Ligabue a Campovolo, 2011 – foto Facebook ufficiale

Da allora cosa è cambiato da non farmi scagliare l’ennesima pietra e farmi appoggiare la scelta di Brunori s.a.s. di partecipare ai concerti di Ligabue? Che certi idealismi romantici esistono solo nell’età immatura oppure – e qui è il caso Brunori s.a.s. – persistono come vessillo di purezza intellettuale in circoli vizio-virtuosi, più dediti all’onanismo musico-culturale che non alla divulgazione dei contenuti. Vogliamo che la musica italiana indie, o alternativa, di contenuto, che sperimenta e che racconta il mondo com’è e non come lo vogliamo credere possa diffondersi ed essere conosciuta da quanta più gente possibile, o vogliamo continuare ad ascoltarla solo in contesti particolari dove tutti abbiamo il badge di alternativi-radical chic e ci riconosciamo fiutandoci come cani di una stessa muta?
Per Brunori s.a.s. questa con Ligabue è un’occasione esponenziale di far conoscere la propria musica a platee ben più ampie di quelli a cui sono abituati, sperando di vendere più dischi che gli permettano di fare ancora musica e ancora dischi. Perchè artisti si nascerà anche, ma non ci si auto-mantiene nè ci si alimenta solo con il proprio ego.

“Quando il contenitore non altera il contenuto, non vedo proprio il male dove risieda.” scrive Dario Brunori sulla pagina Facebook del gruppo ed ha perfettamente ragione a mio avviso, forza Brunori s.a.s., dopo Il cammino di Santiago in taxi non ve ne siete accorti ma avete iniziato la crociata per l’indie popolare e di strada ce n’è ancora da fare, tanta.

di Ilaria Danesi