Quando l'amore è criminale!

Famiglia, amore, affetti, pare siano questi i motivi di decesso di molte donne in Italia. Di fatto sono state ben 127, nel solo 2010, quelle che hanno perso la vita per mano del proprio partner, lo sapevi? I numeri svelano come spesso le donne siano vittime di uomini gelosi, in preda all’ossessione dell’abbandono, alla mancata accettazione di una separazione. Amore Criminale, il programma condotto da Camila Raznovich racconta questa realtà e lo fa ogni sabato in seconda serata su RaiTre.
Per questa stagione (ormai già la quinta) sono previste 18 puntate, di cui quattro “puntate speciali” dove Camilla ospiterà in studio quattro donne che sono sopravvissute e racconteranno la loro storia in prima persona.

Amore criminale lancia anche una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, realizzata in sinergia con Telefono Rosa e Forze dell’Ordine.
Ad affiancarla in studio, in ogni puntata, c’è una “testimonial”: volti noti del cinema e della televisione che hanno deciso di sostenere con il loro nome e la loro popolarità la campagna e il messaggio di denuncia sociale contro la violenza sulle donne che sin dalla prima edizione caratterizza le puntate del programma.

Ogni puntata è dedicata al ricordo di una donna uccisa, con la formula delle docu-fiction e ha l’obiettivo di restituire un nome e un volto a quelle donne che hanno perso la vita per mano dell’uomo che amavano.
Una parte del racconto si avvale dell’uso di materiale documentaristico: foto, filmini, repertorio e interviste ai familiari, agli amici della vittima, agli avvocati, alle forze dell’ordine.

Non è un programma da vedere a cuor leggero, ma con la maggiore consapevolezza possibile, guardando la prima puntata mi è subito venuto in mente il film “A letto con il nemico”; ricordi quel film con Julia Roberts? È stata una delle prime pellicole a trattare questa tematica, l’unica grande differenza è che, mentre il film ci regala un happy end, la realtà invece ci insegna che non è quasi mai così.

Guardalo, ne vale la pena e perché no, facciamolo vedere anche agli uomini, chissà che non serva a sensibilizzare qualcuno di loro.

di Carlotta Di Falco