Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek: un buon consiglio di lettura

Copertina di "Rosso Istanbul" - immagine da ufficio stampa Ferzan Ozpetek
Copertina di "Rosso Istanbul" – immagine da ufficio stampa Ferzan Ozpetek

Le vacanze sono finite e con loro se ne vanno le feste, i pranzi interminabili, le abbuffate e le carte da regalo. Ma vacanze vuol dire anche relax, tempo per me e tempo per leggere un buon libro. Ed ecco cosa mi porto dietro da questo periodo di pausa e vi consiglio per ricominciare questo 2014: Rosso Istanbul, di Ferzan Ozpetek. Sì, proprio lui, il regista di opere d’arte come Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Cuore sacro etc etc.

È la storia di un viaggio di ritorno alla città d’origine, Istanbul, dov’è nato e cresciuto. Ozpetek torna a rivedere sua madre, quella madre bellissima dallo sguardo malinconico in primo piano sulla copertina del libro, che si è sposata due volte, che custodisce un segreto e che nel corso del libro viene perfettamente raccontata. Ed ecco apparire accanto all’immagine della madre anche quella del padre scomparso per anni e poi riapparso, quella della nonna “principessa ottomana”, delle zie zitelle, ma donne libere, vitali, anticonformiste, come tutta la sua famiglia del resto.

Ferzan Ozpetek - foto da ufficio stampa ufficiale di Ferzan Ozpetek
Ferzan Ozpetek – foto da ufficio stampa ufficiale di Ferzan Ozpetek

Rosso Istanbul è un insieme di ricordi, colori e sentimenti, un mix di biografia e invenzione: il suo ritorno a casa, con tutte le digressioni infantili, si intreccia con la vicenda di una donna, una sconosciuta che lo scrittore incontra all’inizio e alla fine del suo viaggio, il suo passato si muove parallelamente con il futuro di lei.

Il libro è soprattutto una riflessione vissuta sull’amore. L’amore esiste, non è possibile inquadrarlo in una definizione, ci sono amori impossibili, irrisolti, che avrebbero potuto essere ma non sono mai stati, qualunque amore sia rimarrà per sempre con noi, diventa una parte di noi e non ci lascerà mai: è meglio bruciarsi in un incendio che non lanciarsi e avere coraggio di tentare, come ha imparato Ferzan da sua madre, è possibile amare anche due persone contemporaneamente, è raro, ma può accadere ed è inutile negare la realtà dei sentimenti.

L’amore raccontato in Rosso Istanbul è molto più del sesso, è quell’amore guidato da leggi misteriose, da istinti viscerali, nessuna razionalità; in fondo, esiste mai un motivo per cui ci innamoriamo?

Sono poco più di 100 pagine, una lettura scorrevole e delicata, dal sapore intenso e fortemente familiare, una storia che ti cattura sin dalle prime righe (cosa piuttosto rara). In uno dei primi paragrafi l’autore ricorda un aneddoto della sua infanzia, quando la zia Betul, per distrarlo decide di portarlo fuori casa e insegnargli a far volare un aquilone: “Un uomo che non riesce a far volare un aquilone, non riesce a far felice una donna. Te lo ricorderai?”

Personalmente non ci avevo mai pensato, una grande verità, di quelle verità che riempiono il cuore e rendono leggera l’anima. Buona lettura.

di Carlotta Di Falco