The Artist: un film muto ai giorni nostri

Siamo nella Hollywood degli anni ’20. George Valentin è un celebre attore di film muti, mentre Peppy Miller è una giovane attrice che ben presto comincerà una rapida scalata verso il successo. Tra i due nasce un amore travolgente  sullo sfondo del declino di George e del cinema muto in generale a cui si contrappone l’ascesa di Peppy e del sonoro.

Ma The Artist ha una grande particolarità: è un film muto in bianco e nero.

Hai capito bene, un film muto, un prodotto a dir poco esilarante, perfetto.

Gli interpreti, la fotografia, la musica che definisce e scandisce ogni scena ed ogni emozione, è tutto perfettamente armonico e credibile.

Se pensi che sia un film per pochi, cosiddetto di nicchia, ti sbagli.
È una storia che arriva a chiunque, comprensibile da chiunque e che, a parer mio, ha il potenziale di elevare le masse ad un livello superiore.

La Hollywood degli anni ’20 ha già un sapore molto definito, se poi nell’impasto ci mettiamo una bella storia vera e degli interpreti fenomenali, il gioco è fatto.

Eggià, gli interpreti: Jean Dujardin è stata una scoperta.
Ha una mimica incredibile, un modo di recitare alla Gassman, molto proiettato, brillante, estroverso, solare e quando serve fortemente interiore, intimo, così come Bérénice Béjo. Lei, esattamente come Dujardin ha un viso senza tempo, emana una grande freschezza, una grande positività, quasi eccessiva, ed è perfetta per questo ruolo e per questo tipo di film.

Come ha detto il regista, Michel Hazanavicius, in un’intervista: “Una scelta di questo genere impone a un regista di affrontare le proprie responsabilità e di adottare un modo molto particolare di raccontare una storia. Non è più compito dello sceneggiatore o degli attori raccontare la storia: spetta solo al regista farlo.
È un tipo di cinema dove tutto passa attraverso le immagini, attraverso l’organizzazione dei segni che un regista trasmette agli spettatori. E poi è un cinema molto emozionale e sensoriale: il fatto di non passare per un testo ti riporta a una modalità di racconto estremamente essenziale che funziona solo sulle sensazioni che sei in grado di creare. È un lavoro appassionante
”.

E direi che l’obiettivo è stato raggiunto in pieno.

Quello che arriva a chi lo guarda (e da questa sera potrai dirmelo anche tu) è proprio quella di un’esperienza emozionale e sensoriale che lascia traccia.
Presentato a Cannes lo scorso maggio 2011, The Artist oltre alla Palma d’oro come miglior attore protagonista a Jean Dujardin, ha fatto incetta di premi. Infatti è stato  premiato  come miglior film al Leeds International Film Festival 2011 e al New York Film Critic’s Circle, nonché candidato come miglior film agli European Film Awards 2011.

Vai al cinema e lasciati catapultare nei mitici anni ’20, è un’esperienza da fare!

di Carlotta Di Falco