What women (don't) want: ebook nato online sul femminicidio

Copertina di What women (don't) want, artwork di Giorgia Pallaro
Copertina di What women (don't) want, artwork di Giorgia Pallaro

Una riflessione letteraria sul femminicidio e la violenza sulle donne che arriva dalla rete, sempre più agorà virtuale di quello che succede nella società. Parafrasando il titolo della famosa commedia What women want con Mel Gibson, dove il protagonista per una serie di circostanze riusciva a sentire i pensieri delle donne, il messaggio dell’ebook What women (don’t) want è una riflessione su quello che le donne non vogliono e non devono mai subire. Nato da un progetto letterario del blog Diario di Pensieri Persi contro la violenza sulle donne, una serie di racconti e mini saggi che narrano storie di femminicidio, riflessioni ed approfondimenti di scrittori, giornalisti e sociologi con l’obiettivo di instaurare una riflessione che perduri su un problema tristemente radicato nella nostra società come quello della violenza sulla donne.

Manifestanti in Italia - foto Marco Monetti
Manifestanti in Italia – foto Marco Monetti

I dati in Italia fanno davvero rabbrividire, 124 donne uccise nel 2012 di cui l’85% dal compagno o ex-compagno ed oltre 30 donne uccise dall’inizio di quest’anno. What women don’t want lo trovate in download gratuito su Issu o Speechless Magazine con le fotografie di Giorgia Pallaro, che ha curato anche la copertina dell’ebook. Il progetto sostiene due onlus contro la violenza sulle donne, Zeroviolenza e La casa delle donne.
Una citazione all’interno di What women (don’t) want che mi ha colpito e che vi giro come riflessione è questa dello scrittore Paul Brulat che dice “Una donna è spesso punita più per le sue virtù che per i suoi vizi.”
Può essere questo un motivo di odio latente che non perdona alle donne la propria emancipazione ed evoluzione culturale? A me fa pensare che per certi aspetti possa essere tragicamente vera, cosa ne pensate?

di Ilaria Danesi