Attention whore: La ricerca di attenzioni… su Youtube

Se cercate su urbandictionary.com (sacro luogo in cui è custodita la saggezza e lo slang dell’Internet) la voce “attention whore”, troverete la seguente dicitura: “etichetta data a ogni persona che desidera ardentemente attenzione al punto di fare di tutto per riceverla. Il tipo di attenzione (negativa o positiva) non ha importanza”, il tutto sintetizzabile in “puttanella in cerca d’attenzione”.
Dalla descrizione si capisce che nonostante la parola whore sia un singolare femminile, la definizione colpisce tutti, sia maschi che femmine, ma concorderete con me che rivolto ad una ragazza è particolarmente di cattivo gusto.

Il fenomeno dell’attenzione è molto sentito su Internet ma particolarmente contraddittorio: se nella vita di tutti i giorni non ci disturba vedere schiere di donne e uomini in tv, o attraverso altri media, attirare l’attenzione su di sé (e le attuali campagne elettorali ce ne danno un assaggio), su Internet questo atteggiamento manda gli utenti in escandescenza. Ovviamente il motivo è molto semplice perché attenzione su Internet significa visualizzazioni, visualizzazioni significa monetizzare.
Però perché parlavo di fenomeno contraddittorio?

Il primo aspetto dell’attentionwhore-ismo è che questo atteggiamento è abbastanza accettato se perpetrato da uomini ma assolutamente non tollerato se ad attirare l’attenzione sono delle ragazze e mi sono ritrovata personalmente di fronte a questo problema.
Come sapete io e il mio canale nasciamo all’interno del campo del gaming, ambiente in larga parte maschile, e nonostante mi sia sempre posta nel modo più naturale possibile, senza sfoggiare comportamenti particolarmente vistosi, anche a me all’inizio è stato dato della attention whore. A differenza di altri posso dire di aver avuto la fortuna di trovare una community estremamente protettiva nei miei confronti, anche se questo non vuol dire che sia esente dalle critiche e dal flame (commenti particolarmente arrabbiati) perché ancora oggi mi viene detto che sono solo un bel faccino che legge un copione, nonostante crei di mio pugno tutti i contenuti che pubblico. Questo succede a me come ad altre ragazze su YouTube, magari con anni di esperienza sulle spalle, e sotto i video di alcune di noi si leggono cose veramente poco carine, pochissimo.
Questo dovrebbe far capire come questa etichetta venga facilmente applicata dal pubblico e quanto gli stessi utenti in generale siano verbalmente più violenti nei confronti delle ragazze, e questo è sessismo bello e buono.

(jonsson on Flickr)
(jonsson on Flickr)

Ma qual è l’altra faccia della medaglia? Se da una parte ci sono ragazze che cercano di proporre i propri contenuti a prescindere dal loro sesso con lo scopo raggiungere dei livelli di discussione qualitativamente dignitosi, dall’altra parte ci sono le ragazze che si svendono in cambio di visualizzazioni per davvero.
Vedere ammiccanti colleghe che cercano di fare visualizzazioni facili con beceri mezzucci fa quasi sentire il mio lavoro meno importante: perché io (come tante altre) mi sforzo per proporre argomenti interessanti, perché espongo le mie opinioni cercando il dialogo costruttivo, perché in piena estate tengo le magliette a mezza manica sotto una lampada che scalda così tanto da potermi abbronzare, quando potrei dire due fesserie mettendo in mostra le tette e fare il triplo delle visualizzazioni?

Sono d’accordo che la rete offre la possibilità a chiunque di esprimersi e mi sta altrettanto bene che sempre più persone cerchino una fonte di guadagno attraverso vie nuove, ma c’è un limite a tutto. Il limite credo che sia la dignità delle persone: è squallido vedere una ragazza andare a caccia di visualizzazioni degradandosi pubblicamente quando (con più fatica ovviamente) potrebbe cercare di farlo usando il cervello e non le gambe, è triste vedere tanti altri che fanno idiozie solo per il bisogno di attenzione ( “mangio insetti vivi e annullo pubblicamente la mia dignità, ma lo faccio per monetizzare”, così ha tutto un altro senso no? ) com’è altrettanto disarmante leggere i commenti di alcune persone che inneggiano alla liberta d’espressione (“sta solo esprimendo la sua sessualità/modo d’essere/ironia/…”) oppure rimandando alle dichiarazioni di sincerità dello YouTuber.
Molti ragazzi hanno dichiarato di aver aperto il proprio canale e coltivarlo per questioni di reddito, ma c’è modo e modo e di esempi di contenuti di qualità a dimostrazione di ciò su Youtube Italia ne abbiamo: alla fine credo che esistano tempi, luoghi e modi differenti per esprimere ogni sfaccettatura della nostra personalità, non è detto che si debba mostrare tutto in rete. Che ne pensate?

(Rego - d4u.hu on Flickr)
(Rego – d4u.hu on Flickr)

Per vedere tutti i miei video su BigoTubo cliccate qui, ne troverete uno nuovo ogni giovedì. Ci vediamo settimana prossima Fanciulle!

di Giordana Moroni