Blogfest 2013: il giorno dopo

Non voglio tediarvi con un lungo resoconto dei numerosissimi interventi che ci sono stati (li trovate qui), sicuramente alcuni molto interessanti, altri un po’ meno, altri ancora meritavano tantissimo ma la sala era vuota perché tutti erano a chilometri di distanza a vedere il food.

Sì, perché quello che tutti hanno detto di questa blogfest è “troppo dispersiva” e lo dicono soprattutto i nostri piedi.

Il programma era fittissimo, senza una pausa pranzo o cena nel mezzo, non un attimo di respiro tra un intervento e l’altro… per correre dal Teatro Novelli al Bagno 26 dovevi abbandonare un intervento 10 minuti prima della fine e sfrecciare sull’asfalto sotto il sol leone.
Faceva caldo e bisognava portarsi i vestiti estivi, tranne che la sera poi tirava vento e per non rischiare la congestione una giacchetta serviva.
Se poi ti trovati al Coconuts e dovevi andare al i-Suite dovevi essere pronto fisicamente come alla partenza del Cammino di Santiago, perché l’attraversata dal dei 60 bagni erano una sfida da survival.

Mettiamo da parte le distanze che credo abbiano un pochino scoraggiato i più, quasi a invitarli a buttarsi in spiaggia, ma che poi sono stati trattenuti dall’incontrare e chiacchierare con persone che già si conoscevano.
Certe volte una festa come questa riesce a far incontrare:
– conoscenti che seppur lavorando nella stessa città non si incontrano mai
– colleghi con cui si lavora da tempo, ma che stanno sparsi per l’Italia e non si trova mai il tempo di andare a conoscere di persona
– agenzie che ci contattano con cui abbiamo solo uno scambio mail e finalmente si riesce a dagli un volto
– amicizie nate online, grazie ad uno scambio di tweet e con un abbraccio diventano reali

Uno si chiede se un evento come questo serve? Io dico di sì, perché tutti parlano del digitale, delle persone che si alienano davanti ad uno schermo, che non si parlano più e tutto il resto. Invece scopri che non è sempre così, che tutte queste persone che passano il loro tempo a digitare, a tenere conversazioni a distanza, poi si conoscono nella vita reale. Il digitale non ha fatto altro che ridurre le distanze, moltiplicare le persone con cui possiamo interagire, rendere i timidi più audaci e amplificare le possibilità di socializzazione.

Infine una blogfest serve anche a chi nella rete ci è entrato da poco e deve ancora capire come funziona e conoscere tutte quelle persone che ogni giorno si chattano, twittano, followano ecc.

Blogfest 2013
Blogfest 2013

Insomma almeno una volta nella vita!

di Sharon Sala