Buon Compleanno si può scrivere anche così

…faceva circa così (più o meno). Erano degli auguri che scrissi per un tuo compleanno a circa 18/19 anni, forse venti (con l’accuso, di averli scritti a quell’età). Rimettendo a posto casa, sono usciti fuori in questi giorni e mai, pensiero/regalo, mi è sembrato più tollerante nei confronti del tempo e del ricordo e del sentimento.

Se il mio augurio di compleanno fosse un pensiero sarebbe pensarti, se fosse un gesto sarebbe un sorriso, se fosse un odore sarebbe un olio di cannella profumato e complice, se fosse una sensazione sarebbe il dono della sicurezza in sè stessi ed il Sole sulla pelle, se fosse un desiderio sarebbero le parole del mare d’inverno, se fosse un augurio sarebbe un “tutto il meglio, sempre insieme”.

Che se poi li riscrivessi oggi…

Che poi, se ci penso, aggiornato ad oggi, e rimescolato con quello che mi capita di leggiucchiare in ogni dove, mi viene in mente che sarebbe così.

Se il mio augurio di compleanno fosse un pensiero borderlain sarebbe pensarti immenso come ibei e bello come l’aipaddue; se fosse un gesto sarebbe uno sciopping compulsivo vinteig tipico da uscita americana di aifoncinque; se fosse un odore sarebbe un olio di cannella profumato e complice del ui chen – anche nella versione tregiesse; se fosse una sensazione sarebbe il dono della sicurezza del pleiboi ed il Sole sull’accaunt della tua pelle quando inizializzi un aimac27pollici; se fosse un desiderio sarebbero le parole dall’organaiser del mare d’inverno; se fosse un augurio sarebbe un pandann di iumor da aimuvi.

…Insert Coin/Press Plei…

di Simona Angeletti