Cabine telefoniche: a volte ritornano…

10 Febbraio 1952: la prima cabina telefonica italiana approda a Milano, in Piazza San Babila. Era una struttura di vetro e metallo con un telefono a disco. Da lì in poi è stato un susseguirsi di gettoni, telefoni a tastiera e schede telefoniche prepagate (era il lontano 1976). Ma si sa, la tecnologia è inarrestabile. E così, dopo anni sulla cresta dell’onda, ecco spuntare il cosiddetto “telefonino”, pronto a sottrarre il posto d’onore della telefonia nel cuore (e nelle orecchie) degli italiani.
Tutto questo sproloquio per dirti che dal 2010 la Telecom ha iniziato a smantellare fino a 30.000 cabine all’anno, con l’obiettivo di farle sparire dalla circolazione entro il 2016. Dei dinosauri tecnologici, insomma.

Ma… (perché in molte storie c'è spesso un “ma”)

Forse non è ancora detta l’ultima parola.

Vuoi per la comodità di avere una bella cabina pronta all’uso nel momento in cui il cellulare non prende / non ha più batteria / non ha più credito, vuoi anche per una certa nostalgia, l’inesorabile estinzione delle postazioni telefoniche fisse ha subito un rallentamento; anzi, ha fatto retromarcia. La Telecom l’ha capito e grazie alla sua collaborazione con UbiConnected lancerà nelle prossime settimane (con partenza da Torino, ma come obiettivo l’Italia intera) quella che in molti definiscono “sperimentazione”, ma che in fondo non è che un ritorno alle origini.

Back in action!

Ebbene sì, tornano le cabine! Ma questa volta non saranno più dei cassoni puzzolenti di metallo (ce lo auguriamo un po’ tutti); la tecnologia è passata di lì e ci ha messo lo zampino: il nuovo telefono pubblico non solo ti fa parlare, ma ti consente anche di usufruire di connessione internet adsl (o a banda larga, laddove consentito) e sarà abilitato al pagamento con bancomat e carta di credito, oltre ovviamente agli evergreen, carta telefonica e monete sonanti. Papabilmente dotati di telecamere di sorveglianza, i prototipi di queste cabine del futuro (prossimo) presenteranno un’alimentazione a pannelli solari, nel pieno rispetto dell’ambiente. E già si vocifera della presenza di un attacco per la ricarica dei veicoli ibridi. E la tech-cabina eco-friendly è servita!
Perché in fondo, tecnologia non significa necessariamente inventare cose nuove, ma riscoprire e reinventare.

di Serena Mariani

  • In questo articolo:
  • WTF