Come migliorare il nostro profilo LinkedIn con i consigli di Antonella Napolitano

Stiamo per giungere alla fine di questo 2012, se sei un precario come me, di solito a tale data coincide la scadenza di un contratto di lavoro. Oppure semplicemente sei alla ricerca di un nuovo impiego, perché hai voglia di cambiare.
In entrambi i casa potresti leggerti il libro di Antonella Napolitano su LinkedIn, passando prima dai suoi consigli qui sotto.

Consiglieresti di mettere sul profilo Linkedin tutte le esperienze professionali o solo quelle più significative per cui si vuole emergere e trovare una nuova occupazione?
Dipende dal settore e dal grado di esperienza. In generale consiglio di mettere tutte le esperienze lavorative: soprattutto in un periodo come questo, anche le competenze non strettamente legate al settore di esperienza possono fare la differenza nel dare un’idea a tutto tondo della nostra professionalità. Occorre però essere specifici nel descrivere compiti e competenze acquisite.
Naturalmente, se avete 20-30 anni di carriera alle spalle o la vostra professione vi ha portato a cambiare diverse aziende o ad avere molti clienti, fate le vostre considerazioni nel compilare il profilo. E guidate l’eventuale lettore compilando efficacemente il riepilogo, cioè lo spazio che precede le posizioni lavorative e dove potrete scrivere un breve testo di presentazione.

E’ importante avere per ogni esperienza professionale uno o più segnalazioni da colleghi ed ex-colleghi? Se si, devono concentrarsi sulla nostra professionalità o anche far emergere punti forti del proprio carattere?
Sì, è consigliabile avere segnalazioni da parte di chi ha lavorato con noi, specie per posizioni che abbiamo occupato per un certo periodo. E sarebbe auspicabile che, oltre alla professionalità, vengano citate anche le nostre caratteristiche umane nel gestire il lavoro, anche se parlerei di capacità e doti, più che di carattere. Sono quelle che in inglese sono chiamate “soft skills” e che sono fondamentali (o comunque fanno la differenza) soprattutto in determinati ambiti lavorativi che richiedono capacità di coordinare il proprio lavoro con quello di altre persone.
Per questo motivo è importante che la segnalazione sia fatta da una persona che ci conosce e ha effettivamente lavorato con noi: il rischio, altrimenti, è che il testo diventi generico e poco efficace. Inoltre, se chiediamo una segnalazione a qualcuno che conosciamo poco, è probabile che si senta a disagio (così come, probabilmente, accadrebbe a noi a parti invertite).

Quali sono gli strumenti migliori da usare su LinkedIn per cercare lavoro?

La funzione di ricerca, senza dubbio. Si tratta di uno strumento completo e con molte possibilità di raffinare la ricerca. Non funzionano altrettanto bene, invece, le offerte di lavoro: sono ancora poche e il suggerimento di offerte di lavoro affini al nostro profilo (che è ancora in beta, a dire il vero) non sempre è efficace. Sulla lunga distanza, quindi non in caso di necessità immediata, penso che dei buoni risultati possano arrivare anche dalla frequentazione di gruppi tematici.

Reputi che sia corretto chiedere ad un nostro contatto da farci da tramite per collegarci ad un potenziale datore di lavoro? oppure è una procedura invasiva o considerata spam?

No, non trovo una procedura invasiva, anzi, mi sembra alquanto normale. Eviterei però di domandarlo a chiunque, per esempio a qualcuno che abbiamo appena conosciuto a un evento di settore, o a conoscenze molto superficiali: anche in questo caso potreste mettere a disagio una persona, che magari conosce poco voi e bene il potenziale datore di lavoro (e magari può sentirsi sfruttata).
In questo caso, però, una educata domanda per avere maggiori informazioni non dovrebbe creare problemi, anche in caso di connessioni create recentemente. Ovviamente il messaggio dovrà essere personale e dettagliato. Anche se dovessimo adottare la stessa tattica verso più persone.

Cosa guarda maggiormente un headhunter su Linkedin?
Gli headhunter notano innanzitutto gli errori, quelli fatti nella compilazione del profilo, ad esempio fare copia e incolla del CV tradizionale o stilare testi troppo concisi o troppo diluiti o, ancora, inserire solo l’ultima posizione lavorativa.
Ma LinkedIn è per loro uno strumento fondamentale anche per ricostruire un mosaico di informazioni e reti di contatti e verificare la veridicità delle informazioni contenute in un profilo. E, ovviamente, anche il livello di aggiornamento delle competenze di un potenziale contatto.

Cosa ne pensi del restyling di LinkedIn?
Penso che stia andando in direzione di un’esperienza dell’utente sempre più personalizzata e sfaccettata, ricca di possibilità. Ancora più significativo, inoltre, che nell’ultimo anno LinkedIn abbia lavorato sia sul mobile, sia sulla produzione di contenuti: con l’aumentare del numero di utenti e un mercato del lavoro in continua evoluzione, sono mosse estremamente intelligenti.
Ritengo che nei prossimi mesi LinkedIn continuerà a lavorare per consolidare la maturità del social network, ma bisognerà tenere gli occhi aperti sulle azioni che verranno intraprese rispetto ai nuovi mercati del lavoro internazionale (India e Brasile mostrano grande rapidità di adozione del social network): potrebbe essere una chiave per capire come sta cambiando il mercato globale del lavoro.

Un grazie ancora ad Antonella per la disponibilità, mentre a voi bigodine vi invito a lasciare i vostri commenti 🙂

di Sharon Sala