Come pubblicare un Ebook: consigli per scrivere e lavorare nel settore

C’è stato un tempo, forse agli inizi di questa avventura digitale, in cui anche solo pronunciare la parola ebook voleva dire non farsi capire dalla metà dei partecipanti alla conversazione. Questo perché, come ogni cosa nuova che si sovrappone ad una vecchia, l’idea di leggere dei libri su un dispositivo piuttosto che sfogliando delle pagine, faceva un po’ paura.
Oggi leggere un libro in digitale non è più una cosa da nerd e anche le case editrici più grandi si stanno aprendo lentamente a questo mondo che era di carta e adesso può anche, in alternativa (e non in sostituzione) non esserlo.
Proprio nei giorni del Salone del Libro 2013, che per quest’anno ha potenziato il padiglione digital Book to The Future, molte case editrici hanno infatti annunciato l’arrivo di una divisione tutta digital: come @feltrinellizoom, la nuova collana tutta dedicata agli ebook.
Il pregiudizio, però, rimane. Perché dovrei spendere soldi (in alcuni casi, soprattutto per le nuove uscite) per un libro che neanche posso tenere in libreria? Non è forse vero che gli ebook devono, per forza di cose, costare meno dei libri di carta?

Abbiamo chiesto a due esperte di raccontarci cosa si nasconde dietro alla realizzazione di un libro digitale e quanto, effettivamente, questi siano diffusi. Avrete delle sorprese!

Libro vs ebook: è una vera sfida?
Libro vs ebook: è una vera sfida?

L’ebook? Non è solo per i veri geek!

Un po’ di dati…

“Stando ai dati dell’AIE in Italia si legge sempre meno, ma nonostante tutto aumenta di anno in anno l’offerta editoriale, con un consolidamento del settore ebook: A fine dicembre 2011 erano disponibili 19.884 titoli in ebook, nel giugno scorso si è arrivati a 31.615, con una crescita in sei mesi del 59%. A settembre si è passati a 37.662 titoli.
Così come crescono i titoli, aumentano anche le vendite, pur essendo un mercato ancora embrionale”

Spesso c’è il pregiudizio che gli ebook debbano costare meno (o comunque poco) rispetto al volume in carta perché si pensa che sia più povero, anche come organizzazione e mole del lavoro che sta dietro alla sua realizzazione. Vuoi raccontarci perché invece non è così?

“Be’, noi siamo la prova vivente! In casa editrice c’è talmente tanto lavoro che ormai siamo “donne sull’orlo di una crisi di nervi”, come quelle di Almodovar. No, a parte gli scherzi, il lavoro è lo stesso, se non addirittura maggiore. Manoscritti da selezionare, testi da editare, bozze da correggere, copertine da realizzare, piano editoriale da compilare… I costi inferiori sono legati ai minori costi di produzione. I bassi costi per la realizzazione fisica del libro (carta, ecc.) e per la distribuzione permettono di calmierare anche i prezzi di vendita al pubblico. Per quanto riguarda Emma, abbiamo scelto 3 taglie che corrispondono a 3 fasce di prezzo:  S a €1.99, M a €2.99 e L a €4.99”

Emmabooks è una casa editrice femminile e tutta digitale: perché la scelta di rivolgersi ad un pubblico prevalentemente rosa e qual è il genere più apprezzato secondo le vostre statistiche?

“Le donne sono lettrici forti e leggono molto più degli uomini e poi sono più aperte alle novità, anche in ambito digitale. Un paio di anni fa, ad un incontro di lettrici di rosa, il nostro direttore editoriale Maria Paola Romeo ha chiesto alle presenti in sala quante avessero un e-reader: quasi il 90% leggeva già libri digitali, e stiamo parlando di due anni fa!
È ora di superare il pregiudizio sulle “lettrici di rosa”: sono tante e sono colte, moderne e con un alto tasso di digitalizzazione. Ed è proprio la nostra collana Love, la più romantica, ad avere più successo”

Come si pubblica un ebook?

“Se volete evitare il self-publishing e preferite, invece, puntare a un editore, innanzitutto bisogna affrontare la selezione. Tenete presente che alle case editrici, anche a quelle digitali, arrivano ogni giorno decine di manoscritti, perciò dovete saper attirare l’attenzione su di voi. Quindi innanzitutto date un’occhiata al catalogo della casa editrice a cui state per inviare la vostra opera e cercate di capire se è quella che fa al caso vostro e se il vostro manoscritto rientra nella linea editoriale. Poi inviate l’opera, o eventualmente una sinossi, in formato .doc in modo tale che sia già “lavorabile” e non in pdf, che invece risulta chiuso. Presentate un file pulito, chiaro, che sia soprattutto gradevole alla vista, perché anche l’occhio vuole la sua parte: se l’editore riceve un file pieno di errori, spazi inutili, frasi a caso, smetterà di leggere alla seconda pagina. Infine allegate una vostra breve biografia, con eventuali altre pubblicazioni e, soprattutto nel caso degli editori digitali, indicate le vostre coordinate web: blog, Facebook, Twitter… Per quanto riguarda Emma, trovate tutte le informazioni per pubblicare con noi sul nostro sito.”

Come pubblicare un ebook: consigli
Come pubblicare un ebook: consigli

Vuoi lavorare nel mondo dell’editoria digitale?

“Chi vuole lavorare nel digitale, e a maggior ragione nel settore editoriale, deve essere capace di reinventarsi di giorno in giorno: il libro cartaceo non sparirà mai, ma chi vuole fare editoria al giorno d’oggi non può nemmeno lontanamente sognarsi di limitare la propria esperienza alla correzione di bozze o al lavoro di impaginazione!
Dunque sono necessarie le competenze da redattore/lettore e, perché no, anche da scrittore: il tutto in versione 2.0, lungo la logica della formazione continua, della condivisione di esperienze e del networking. Bisogna per certi versi essere un po’ geek nel settore, altrimenti si rischia di perdere il passo. Il migliore canale da battere è la rete: seguire i blog e i forum e approfittare di eventi come il Salone del Libro alle porte per andare a bussare dalle case editrici, purché lo si faccia con tante idee in mente. Ma soprattutto per chi vuole lavorare con l’editoria digitale: prima di tutto comprate un ereader e fatevi un’enorme libreria ebook!”

di Giovanna