Qual è la distanza migliore per vedere la televisione?

 

Sicuramente ricorderete i televisori a tubo catodico, grandi, pesanti e ingombranti.
Chi, come la sottoscritta, ha passato la propria infanzia a guardare i cartoni proprio davanti a una tv a tubo sicuramente avrà impresso nella memoria il mantra dei genitori che si raccomandavano sempre: “non stare troppo vicino!”.
È incredibile come a distanza di pochi anni non solo quella tecnologia è stata soppiantata tanto da uscire totalmente di produzione, ma i successori delle vecchie tv hanno il problema opposto. Sembra incredibile ma è così, i moderni televisori a schermo piatto possono affaticare la vista se si guardano da troppo lontano.

Il problema principale della distanza risiede non nella tecnologia dello schermo quanto nella sua risoluzione. Ma andiamo per ordine.

Qual è la distanza migliore per vedere la televisione?

La risoluzione non è niente altro che il numero dei pixel orizzontali e verticali presenti sullo schermo, più ce ne sono e più l’immagine sarà definita. Più la risoluzione è alta e più è necessario avvicinare la distanza per apprezzarne i dettagli.

I televisori a tubo catodico o CRT avevano una risoluzione molto bassa. Molto inferiore di qualsiasi monitor a schermo piatto di qualsiasi computer, addirittura più bassa di quasi tutti gli smartphone prodotti negli ultimi 5 anni. Ma questa risoluzione era identica per tutti gli schermi, fossero 10 o 30 pollici. Quindi l’unico parametro da prendere in considerazione per calcolare la distanza era la grandezza dello schermo.

Vecchio tubo catodico

La grandezza dello schermo di una tv o di un monitor (di qualunque tecnologia si tratti) si esprime in pollici e non è niente altro che la misura in pollici della diagonale dello schermo.

I moderni televisori LCD, OLED, LED o Plasma hanno invece diverse risoluzioni.
Queste possono essere sostanzialmente di 3 tipi: HD o HD Ready o 720, FullHD o 1080, 4k.
Ognuna di queste 3 risoluzioni, unita in combinazione con la grandezza in pollici dello schermo, ci porta al calcolo della distanza ottimale di visione.

I moderni televisori

Vi sembrerà strano, ma le distanze ottimali del telespettatore sono molto più basse di quelle che ci aspettiamo. Questo perché anche senza volerlo quando siamo di fronte a una risoluzione molto definita e dettagliata il nostro occhio cercherà sempre di notare la maggior parte di dettaglio possibile e di conseguenza, se la distanza è molto elevata, lo sforzo per riuscirci sarà maggiore. Anche insegne, scritte in sovraimpressione, testi in generale, su una tv molto definita appariranno più piccoli e richiederanno una concentrazione più alta se saremo troppo lontani.

Ad esempio per una distanza di 2 metri dallo schermo in risoluzione FullHD (1080) si raccomanda di avere uno schermo di circa 46 pollici; a 2.5 metri di distanza dovremmo avere un 55’’, mentre a 1.5 metri un 37 pollici.

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Grandezza della tv in base ala distanza

Ma attenzione! La risoluzione dipende non solo dalla tecnologia del televisore che abbiamo acquistato, ma anche dalla sorgente che usiamo.
Se ad esempio guardiamo il TG1 sulle reti Rai in definizione standard (Rai1 del digitale) la risoluzione sarà 576 (SD), quindi le distanze cambiano.
Infatti gli stessi esempi di prima saranno: a 2 metri in risoluzione SD, lo schermo ideale è da meno di 20 pollici; a 1 metro e mezzo basta un 14 pollici, a 2.5 metri basta un 30 pollici.

di Alessia Mariani