Google si dà alla musica

Presentato a Los Angeles il 16 novembre e attualmente attivo solo sul suolo statunitense e solo con dispositivi Android 2.2 (o successivi), Google Music lancia ufficialmente la sfida ai servizi di cloud music, tra cui spiccano gli ormai celebri iTunes e Amazon.

Il cloud di Google Music permetterà all’utente di caricare fino a 20.000 brani personali e grazie alla presenza di uno store dedicato sarà anche possibile acquistare titoli più o meno noti: se non hai voglia di tuffarti nel passato, sappi che già diversi artisti hanno annunciato brani esclusivi per il nuovo servizio targato Google! Ma a dire il vero c’è qualcosina di più… Google Music non è solo per le case discografiche internazionali, ma finalmente anche gli artisti indipendenti potranno dire la loro e mettere in vendita (al prezzo deciso da loro) i propri brani. Ti spiego come funziona questo servizio. Con il classico download si acquistano le tracce preferite (con costi che vanno da 69 centesimi a un massimo di 1,29 dollari) e una volta creata la propria libreria, questa verrà automaticamente salvata in cloud, cosicché tutto possa essere accessibile anche in modalità offline (e da qualsiasi dispositivo, anche non Android).

Google Music ha pensato anche alla dimensione “social” (e chi non lo fa, ormai!?). Integrato totalmente con Google+, Music consente di condividere l’intera libreria con tutti i propri contatti; per le cerchie “reciproche” l’ascolto dell’intero brano è gratuito, mentre per tutti gli altri è concesso l’ascolto di una preview di 90 secondi.
Che dire? Non resta che attendere la “messa in onda” di Google Music anche in terra italiana, per capire bene come si colloca questo nuovo servizio sia nel panorama del business musicale che nella quotidianità dell’utente medio. E ovviamente osservare come andrà a finire questa tacita sfida con tutti gli altri servizi musicali. Chi la spunterà?

di Serena Mariani