Il regolamento Facebook: ecco tutti i divieti del social network

Vi è mai capitato di condividere qualche post su Facebook per scoprire che era stato rimosso?
Se vi è successo, forse non avete letto tutto i termini di utilizzo del social network: le pagine dedicate ai regolamenti in generale vengono saltate a piè pari, ma se deste un’occhiata a quella di Facebook probabilmente rimarreste colpite dalla quantità di spiegazioni e contenuti. Ecco quindi un riassunto di tutto quello che dovreste sapere!

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Il regolamento Facebook: ecco tutti i divieti del social network

Contenuti di nudo

Nel regolamento del social è prevista la censura di alcuni elementi in modo da non turbare membri della community sensibili alle immagini di nudo per via di età o cultura: se da una parte potrebbe essere un po’ restrittivo, d’altra parte è difficile dover gestire un’utenza mondiale, quindi è necessario inserire alcune regole comunitarie proprio per la tutela della stessa utenza.

Vengono censurate quindi:

– foto di genitali in primo piano

– foto di fondoschiena completamente nudi

– immagini di seni dove sono visibili capezzoli

– immagini di rapporti sessuali espliciti

A queste censure vengono fatte ovviamente delle eccezioni qualora si tratti di campagne di sensibilizzazione (madri che allattano al seno od operazioni di mastectomia per quanto riguarda il seno), immagini di dipinti o sculture e immagini a sfondo umoristico e satirico.

Contenuti violenti

Non sono tollerati dal regolamento nemmeno i messaggi di incitamento all’odio, è severamente vietato quindi diffondere messaggi discriminatori e violenti in base a:

-razza

-sesso

-etnia

-religione

-nazionalità

-orientamento sessuale

-disabilità e malattia

Anche qui vale la regola della campagna di sensibilizzazione o della semplice discussione civile, purché questo venga esplicitamente dichiarato dall’utente in questione. In questo caso Facebook mette a disposizione degli iscritti una pagina dedicata agli abusi, come riconoscerli e agire di conseguenza (segnalare, bloccare ecc…), uno strumento importantissimo specialmente per i giovani, troppo spesso vittime di cyber-bullismo.

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I contenuti inappropriati sono controllati da standard comunitari

Facebook ricorda che il social network è soprattutto condivisione e capita spesso che vengano diffuse sul web testimonianze accompagnate da immagini molto forti (violenze, abusi, terrorismo e maltrattamento di animali): queste verranno censurate solo nel caso in cui il messaggio trasmesso sia volto alla celebrazione e non alla condanna di questi atti riprovevoli.

La domanda che però viene spontanea farsi è: a fronte del regolamento, tutte le pagine Facebook di gruppi politici e religiosi che incitano al razzismo e alla discriminazione sono davvero così legittimi? Non bisognerebbe dare un bel colpo di spugna a tutti quelli che utilizzano messaggi di odio giustificandoli come propaganda politica?

Protezione dell’account

Tempo fa un’ondata di account con nomi falsi è stata simultaneamente disattivata ai fini di protezione della sicurezza sul social network, facendo diventare la pratica parte del regolamento vigente.
La scelta di Facebook è stata molto saggia, perché in questo modo tutte le persone malintenzionate che si celano dietro a nickname e false identità non hanno più modo di nascondersi: vengono talvolta rimossi o accorpati anche più profili personali appartenenti alla stessa persona o quelli che palesemente fanno le veci di altri (anche in questo caso trovate tutte le info nella pagina dedicata alla segnalazione dei contenuti).

Tutte le frodi vengono segnalate alle forze dell’ordine e per evitare segnalazioni di questo tipo è consigliabile evitare di:

-raccogliere “mi Piace” con messaggi fuorvianti o poco corretti

-contattare altri utenti per fini commerciali senza previa autorizzazione

Altri divieti

Un’intera sezione del regolamento è dedicata poi ai comportamenti severamente vietati e ai provvedimenti che Facebook è in grado di prendere per combatterli, come:

-diritti sul copyright

-minacce dirette ad altri utenti

-minacce dirette a personaggi pubblici

-incitamento all’autolesionismo e suicidio

-affiliazione a organizzazioni pericolose (terrorismo e crimine organizzato) e attività criminali varie

-promozione di violenza e sfruttamento sessuale

-compravendita di beni illegali (droga, merce di contrabbando) e soggetti a limitazioni legali (alcool, tabacco, armi da fuoco)

di Giordana Moroni